Raccontare la millenaria storia di un insediamento rupestre, come quello di Madonna di Grottole a Polignano, sintetizzandone in un’opera la stratificazione dei fenomeni naturali che l’hanno interessato. Ci è riuscito Giacomo Zaganelli, vincitore della seconda residenza d’artista del Grottole Art in Nature, il primo parco natura-arte stabile del sud Italia. La sua installazione, intitolata “Ergo”, si inserisce nel paesaggio del sito archeologico con l’intenzione di rievocare la memoria di un passato ancestrale, da porre in relazione diretta con il presente.

Ha i colori della terra eppure evoca la presenza dell’acqua la scritta “Qui era mare”, realizzata in ferro e collocata con i suoi sette metri su una muratura a secco, quasi a voler esaltare la storia di quel luogo specifico per riappropriarsene. Un messaggio che si mimetizza in maniera discreta con l’ambiente che lo accoglie, ma capace di far riemergere la vera natura del parco, caratterizzato dalla presenza del mare prima che si ritirasse. “Dunque”, non solo un’opera, ma un’operazione che entra in complicità con la conformazione morfologica originaria del territorio, non solo di Polignano, ma di tutta la Puglia.

L’intervento di Zaganelli è progettato come una riflessione sull’evoluzione dei contesti e degli habitat su cui interviene, riferendosi nel caso di Madonna di Grottole alla formazione delle rocce calcarenitiche, e alle grotte che testimoniano la presenza dell’uomo. Il fine è quello di mettere lo spettatore in contatto con l’identità più remota del luogo, agendo sulla dimensione spazio-temporale del sito archeologico, che si estende per oltre due chilometri. Per questo definisce il suo lavoro come un approccio multidisciplinare, lo stesso che ha adottato per le sue recenti esperienze agli Uffizi di Firenze e al Moca di Taipei; ma in questo caso la presenza del mare diventa ora una componente permanente nel paesaggio, per far rivivere e ricordare quel che è stato e che era.

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