Suggestione e mistero si mescolano nell’estetica di Pierpaolo Miccolis, nella stessa maniera in cui i trasparenti cromatismi si diluiscono nei suoi intriganti acquerelli. La sua ricerca è una metamorfosi che ricorre alla figura dell’essere umano, si nutre di riferimenti alchemici e passa attraverso la natura e gli animali. Questi ultimi, ma non solo, diventano i protagonisti del suo immaginario creativo; un terreno d’indagine da cui sviluppare una riflessione su fenomeni ambientali, botanici ed etologici. Come i corvi e le civette che Miccolis ha realizzato ad olio e carboncino per la sua ultima mostra, in corso nella giovane e sperimentale realtà culturale di Microba.

Ma  l’aspetto più affascinante dell’esposizione comincia dal titolo. “Spiriti indotti” appunto, curata da Nicola Zito, è il risultato di un’operazione di cui Miccolis è artefice non solo nel ruolo di artista, ma prima di tutto come figura tramite: “Questo è un lavoro nato proprio in maniera spiritista più che spirituale, quindi in uno stato quasi di trance durante il quale ho realizzato questa serie – spiega il giovane artista riferendosi al suo interesse per le pratiche dell’occulto – essendo di Alberobello sono sempre stato incuriosito dalle tematiche legate alla magia, ed è tramite Madame Locke che è nata questa serie in cui ho ritratto i suoi gatti, eseguiti da lei ma per mano mia. Quelli che ho rappresentato in questa serie, nata per induzione, sono infatti tutti suoi gatti, ma l’ho scoperto solo in seguito quando ho letto della sua vita.”

Nobildonna dell’alta società americana, fondatrice a fine ‘800 del Beresford Cat, tra i primi club interamente dedicati ai gatti, la Locke risulta essere la vera musa di questo procedimento, tanto da guidare la mano dell’artista nella realizzazione delle sue creature siamesi, caricandole di quel fascino che appartiene alle figure dell’iconografia mitologica. Attraverso l’acquerello, tecnica di cui Miccolis fa la sua più personale cifra stilistica, l’artista richiama a quelle dissolvenze dell’inconscio tipiche del Surrealismo e di un certo Simbolismo francese che ricorda vagamente Odilon Redon. Nei suoi gatti, inquadrati in cornici d’epoca e disposte con gusto antiquario, si riconoscono volti, occhi e seni di figure femminili che si identificano con il felino. Un’interpretazione, quella di accostare il gatto alla donna che parte da lontano con i riti della stregoneria, ma che Miccolis ci restituisce secondo la sua interpretazione dal piglio libero e autonomo, traducendola in analisi antropologica.

Fino al 30 marzo
Via Giambattista Bonazzi 46

Giovedì 5 aprile alle 18,30 si terrà il finissage della mostra. In occasione dell’evento di chiusura della mostra verrà presentato il catalogo e proiettato il lavoro filmico realizzato dal cineasta barese Ignazio Fabio Mazzola in collaborazione con Pierpaolo Miccolis.

Ingresso libero

ORARIO DI VISITA
Dal martedì al sabato, dalle 17 alle 20

INFO
392 73 85 558

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here