E’ una Pop Art tutta italiana quella esposta nella mostra intitolata “Itaglia pop”, in corso fino al 27 gennaio, nelle sale della galleria Formaquattro. Una produzione che, seppur di carattere internazionale, lascia ben emergere tutti gli elementi che la caratterizzano e distinguono da quella statunitense. Se infatti l’immaginario collettivo degli americani era popolato da una certa “iconografia da supermarket”, tra Coca Cola e minestre di zuppa Campbell, la Pop italiana degli esordi attingeva direttamente da un repertorio di immagini che omaggiano le radici culturali e artistiche del nostro paese. Ne sono una preziosa testimonianza i décollage di Mimmo Rotella che, con il suo metodo dei manifesti strappati riconducibili inizialmente al Nouveau Realisme, conduce il visitatore nella stagione d’oro del cinema italiano.

Presenti in mostra anche le opere di alcuni dei grandi protagonisti della Scuola di Piazza del Popolo, fucina di quel rinnovamento espressivo che animava Roma negli anni ’60. Tra questi Giosetta Fioroni, Franco Angeli e Tano Festa, che a proposito di differenze tra la Pop statunitense e quella italiana scriveva in quel periodo: “Mi dispiace per gli americani che hanno così poca storia alle spalle, ma per un artista romano e per di più vissuto a un tiro di schioppo dalle mura vaticane, popular è la Cappella Sistina, vero marchio del made in Italy”. Ad enfatizzare questo patriottismo e legame con l’arte del passato contribuisce anche Mario Schifano di cui è esposta l’opera Futurismo rivisitato, chiara citazione di un’immagine- simbolo che si riferisce alla storica e rivoluzionaria Avanguardia italiana del Novecento.

“Abbiamo voluto ripercorrere quanto è stato fatto nel nostro paese esponendo una selezione di opere degli artisti più rappresentativi – ha specificato il gallerista e curatore della mostra Vito Caldaro – Ci è sembrato doveroso coinvolgere quegli autori che, avendo esposto alla Biennale di Venezia del ‘64, hanno abbracciato per primi l’arte Pop in italia.” Un appuntamento che pur riallacciandosi alla mostra dello scorso anno “Made in Usa by Andy Warhol”, la mostra con cui Formaquattro ha portato nel capoluogo pugliese l’artista che più di tutti si identifica con la cultura pop americana, focalizza l’attenzione sul contesto italiano e su quegli artisti che, partendo dunque dall’antefatto del movimento fino ai giorni nostri, esportano l’arte Pop italiana all’estero. Tra questi anche autori viventi come Ugo Nespolo, Pep Marchegiani, Carlo Alberto Palumbo e i pugliesi Fabrizio Fontana e Guido Corazziari, ognuno interprete con un propria estetica e cifra stilistica.

Fabrizio Fontana ad esempio, gioca sulla rielaborazione di immagini cult dei cartoons e sui loghi pubblicitari, rivolgendo il suo sguardo all’aspetto antropologico e sociale del fenomeno: ”Per me l’icona Pop non ha una nazionalità, ma ritengo sia quello che ha una leggibilità su vasta scala – spiega l’artista salentino – Della cultura pop mi interessa la dinamica e non solo l’immagine. Resto affascinato da come qualcosa riesca a fare leva su una grande quantità di persone, e per giocare su questo posso prendere spunto da un logo”. L’impatto visivo degli acrilici di Guido Corazziari sintetizza, tra pop-surrealism e dripping alla Jackson Pollock, la sua personale riflessione sul rapporto politico che unisce Stati Uniti e Italia, e che esprime con la sua opera W l’Italy: “Il primo elemento che balza agli occhi è il gioco di colori tra la bandiera italiana e quella americana, una dichiarata denuncia che non vuol essere necessariamente polemica. Lo stesso titolo fa riferimento a questo stato – e infine l’artista barese conclude con un pensiero che descrive l’essenza della sua opera – La Pop più che una tendenza o un genere di moda, credo sia la reale sostanza dei tempi attuali e lo sarà sempre di più. Il termine popolare è quanto di meglio esprime la dimensione culturale della nostra epoca”

Via Argiro 73
Ingresso libero

Orari d’apertura:
dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00
Lunedì chiuso

Info
080 9675720
3466260299
www.formaquattro.com

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