Fu proprio in occasione di una personale a Bari che le opere di Vincenzo Irolli, pittore napoletano tra i più rappresentativi dell’Otto e Novecento, vennero descritte dalla critica come una “gamma infinita di tinte, panorama singolare di un nitido verismo”. I soggetti della sua pittura sono caratterizzati da visi armoniosi, bimbi deliziosi, naturalezza di espressione, mani bellissime e figure di donne, le stesse che ritroviamo protagoniste nella minimostra ospitata dalla Pinacoteca Metropolitana fino al 7 settembre. La rassegna, intitolata “Le donne di Vincenzo Irolli”, fa parte del ciclo estivo “Piccole mostre preziose. Rarità e inediti della Pinacoteca Metropolitana di Bari”. 

Si tratta di un’esposizione sia tematica che monografica, un affascinante percorso dedicato al pittore partenopeo, ma anche al soggetto più ricorrente e apprezzato della sua produzione, l’universo femminile rappresentato nelle sue molteplici declinazioni: donne che pregano, che leggono, bambine che giocano, tutte ritratte con una pennellata veristicamente suggestiva, una pasta del colore stesa in maniera densa e piatta al tempo stesso. Sono quegli effetti cromatici, giocati sull’equilibro tra luci e ombre, tra interni ed esterni che ritroviamo in dipinti dal grande impatto scenografico come “La camera da pranzo illuminata” e “La preghiera”, quest’ultimo acquistato dall’Amministrazione Provinciale di Bari nel 1934, in seguito all’esposizione che ebbe luogo nell’ambito della Fiera del Levante.

Quella fortunata personale barese contribuì a rendere Vincenzo Irolli fra gli artisti maggiormente apprezzati e quotati sul mercato per le sue rappresentazioni di genere, che si ispiravano a un gentile realismo domestico, e per questo destinate a piacere a un grande pubblico, ma non alla critica. Se infatti positiva fu l’accoglienza e il riscontro dell’arte di Irolli presso il collezionismo privato, non altrettanto favorevole fu il giudizio degli intellettuali italiani più inclini a valutare l’arte d’avanguardia, tanto da considerarlo come un artista venduto al facile guadagno e alla committenza della borghesia incolta.

Ma il suo talento non tardò ad essere valutato e riconosciuto, seppur all’estero anziché in patria. Fu a Parigi che conobbe fortuna e riconoscimenti, dove venne definito il “pittore del sole” per il virtuosismo luministico che caratterizzava il suo linguaggio estetico. A concludere la serie di opere esposte una minuscola e raffinata “Testa di donna”, un singolare divertissement che testimonia il vivo e attivo interesse di Irolli per l’iconografia femminile, che lo portò a cimentarsi in quest’inedito e prezioso capolavoro di arte plastica con lo stesso rigore che impiegò in pittura.

La mostra è visitabile fino al 7 settembre

Orari
dal martedì al sabato 09:00- 19.00
domenica 09.00- 13.00
lunedì chiuso

Costo del biglietto incluso nell’ingresso alla Pinacoteca
Intero 3 euro
Ridotto 0,50 euro

Info
080 541 2420- 2- 4- 6- 7
www.pinacotecabari.it

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