Cindy Sherman, Mattew Barney, Kiki Smith, Nan Goldin, Marzia Migliora, Aziz + Cucher, Clegg&Guttmann, Gregory Crewdson e Janieta Eyre. Sono i nove artisti di fama internazionale protagonisti della mostra tematica “Novanta la paura”, in corso alla Galleria Bluorg di Bari fino al 15 marzo.

L’esposizione, curata da Graziano Menolascina, è una rassegna di opere fotografiche in cui il soggetto ricorrente è l’essere umano; il corpo diventa strumento attraverso cui indagare e rappresentare le contraddizioni, inquietudini e i rapporti interpersonali della società contemporanea. Una parodia del nostro tempo, una riflessione sui temi dei contrasti sociali, del mito dell’artista, del culto della personalità, della contrapposizione politica, della morte e dell’erotismo. Visi, corpi e ambientazioni diventano specchio dell’individuo e della sua interiorità, per comprenderne la psiche e i sentimenti.

Se la fotografa e regista canadese Janieta Eyre realizza autoritratti in cui la sua figura si sdoppia per impersonare due sorelle gemelle che si imitano in maniera inquietante, l’americana Cindy Sherman si fa interprete di se stessa ricorrendo al travestimento e alterando la propria apparenza, senza però ricorrere alla manipolazione digitale come invece accade nell’opera di Aziz + Cucher: il duo di artisti visivi rivisita la tradizionale iconografia del San Sebastiano con una versione del tutto inedita, in cui gli occhi e la bocca del Santo sono coperti da lembi di pelle, chiara metafora della perdita di coscienza e di spersonalizzazione dell’individuo causata dall’avanzare della tecnologia.

La fotografia diretta, esplicita e senza filtri di Nan Goldin pone lo spettatore alla pari del suo obiettivo, documentando senza alcuna censura vicende e dettagli delle persone che le stanno vicino, tra tossici, drag queen e donne pestate. “Novanta la paura” è una mostra che inscena il rapporto tra identità e individuo, scavando nel suo inconscio, ma soprattutto soffermandosi sul cambiamento della rappresentazione del corpo umano nell’era della postmodernità.

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