Dopo una missione fallita in Afghanistan, il Marine Mike Stevens si trova a dover fuggire dai suoi nemici assieme al suo compagno Tom Cullen. Si tratta di una corsa contro il tempo nel bel mezzo del deserto, e ben presto il protagonista metterà il suo piede sinistro su una mina antiuomo. Impossibilitato a fare anche solo un altro passo, Mike dovrà attendere i soccorsi, che non arriveranno prima di cinquantadue ore. In questo arco di tempo, bloccato sotto il sole cocente e nella notte più gelida, Stevens avrà modo di compiere un viaggio metaforico nel passato della sua vita, solo con se stesso e costretto ad affrontare i suoi demoni in quelle che potrebbero essere le ultime ore della sua vita.

Mine, film tutto “americano”, ma scritto e diretto dagli italiani Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, sorprende ed emoziona, coinvolgendo lo spettatore in un’esperienza toccante e umana dal primo all’ultimo minuto della sua durata. Sebbene l’incipit del film sia sostanzialmente pretestuoso, poiché tutti gli eventi volgono specificatamente nella direzione che porterà il protagonista a trovarsi bloccato su una mina antiuomo, tale scelta appare funzionale e assolutamente giustificata ai fini della narrazione. Mike si troverà bloccato in quel particolare luogo e in quel particolare momento per un determinato e personalissimo motivo, e la sua stati assumerà un significato ben più metafisico e in un certo senso poetico, significato che permetterà il facile instaurarsi di un filo emotivo molto solido tra il protagonista a lo spettatore, che parteciperà attivamente alla sua tragedia. Mine, va specificato, non è un film di guerra, ma sfrutta il contesto narrativo bellico per mettere in scena una battaglia ben più importante, che molti si noi si trovano quotidianamente a combattere nella nostra vita.

Dal punto di vista tecnico, Mine si conferma essere un film di alto livello, a partire da una storia avvincente e originale, scritta in modo esemplare e diretta altrettanto bene. I tempi della narrazione sono gestiti in maniera molto intelligente, con un egregio alternarsi tra passato e presente, tra realtà e qualcosa di più onirico. In questo senso, è un attento montaggio a creare uno stato di tensione mutevole e costante, che tiene lo spettatore incollato alla sua poltrona. Molto affascinante la fotografia, e le riprese mostrano un alternasi di campi larghi e primi piani, con alcuni particolari “piani sequenza” che arricchiscono notevolmente questa pellicola.

Apprezzabile l’interpretazione del protagonista Armie Hammer che si rivela capace di sostenere l’intero film praticamente da solo. L’attore si cala bene nella sua parte, mostrando sul suo volto tutta la sofferenza e fatica che la particolare situazione che si viene a creare gli impone.

A conti fatti, Mine è semplicemente un orgoglio tutto italiano della Settima Arte, ed è un film davvero imperdibile.

 

Mine - posterSCHEDA TECNICA

Titolo: Mine

Regia: Fabio Guaglione e Fabio Resinaro

Sceneggiatura: Fabio Guaglione e Fabio Resinaro

Cast: Armie Hammer, Annabelle Wallis, Tommy Madison, Clint Dyer, Geoff Bell, Juliet Aubrey

Genere: Drammatico, Thriller, Azione

Durata: 106 min.

Data di uscita: 6 ottobre 2016

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