Persona discreta e competente, acculturata e alla mano. Con Gianluca Rossiello, animatore culturale non semplice libraio, puoi parlare di tutto. Avrà pure le sue predilezioni, ma ai lettori non fa mancare mai un confronto, una discussione, un dibattito, una riflessione sui diversi generi di scrittura, anche quelli che non possono essere definiti propriamente letteratura. Ci siamo conosciuti un paio d’anni fa, in occasione della presentazione del mio libro: “Senza Paracadute. Diario tragicomico di un giornalista precario”. Schiettezza e disponibilità nel consigliarmi il modo migliore per far arrivare al cuore dei lettori il messaggio nascosto tra le righe della mia storia. Lo abbiamo presentato in luoghi per qualcuno assurdi rispetto a quelli canonici, perché uno degli obiettivi di Gianluca è proprio quello di portare i libri e la lettura anche fuori dagli schemi e dai circuiti tradizionali. La sua opera meritoria è andata avanti nonostante la crisi – non solo quella economica – la burocrazia, lo scetticismo inziale di chi si nasconde dietro il solito: “tanto non cambierà mai niente” e la deriva culturale del nostro paese.

La sua storia è andata avanti partendo da Bitonto, una città del Sud che, come tante altre, ha portato per mano verso un livello diverso dal chiasso della musica a tutti i costi e del dover fare necessariamente qualcosa pur di non ritrovarsi addosso l’etichetta di città dormitorio. Personalmente, ma anche come direttore di bari.ilquotidianoitaliano.it, sono onorato di augure a Gianluca e alla sua “libreria del Teatro” tanti auguri per i dieci anni di attività. Mai come in questo caso mi viene di augurargliene altri 100 di questi anni.

Non è esagerato parlare di dieci anni di cultura a Bitonto (e non solo), nel nome del sapere mai omologato, che s’interroga e cerca di costruire comunità migliori, oltre i social network. Una crescita fatta nel nome stesso del teatro di fronte al quale sorge la libreria, luogo accogliente con titoli anche più ricercati dei soliti best sellers resi famosi non tanto e non sempre dalla qualità, quanto piuttosto per la pubblicità. Mai solo un’accozzaglia di titoli uno accanto all’altro. Siamo soliti chiamare eroi chiunque, anche quelli che si limitano a fare solo il proprio mestiere. Gianluca, nel suo piccolo, un eroe lo è davvero e come tutti gli eroi dei nostri tempi, quelli che son riusciti a vedere al di là del prorpio naso, ha un folto plotone di amici, ma anche tanti nemici.

Gianluca ha creduto, senza mai arrendersi, di poter vincere la scommessa: essere seguito piuttosto che mandato al diavolo dai cultori della 10 euro spesa per una pizza e non per un libro o un appuntamento culturale di altro tipo. Qualcuno ha definito la storia di Gianluca Rossiello un miracolo della cultura locale. Per noi è un esempio di cocciutagine e dedizione che arricchisce tutti quelli che, anche solo di passaggio, hanno avuto la fortuna di entrare nella sua libreria e parlare un po’ con lui. 

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