Alla Fondazione Petruzzelli sono tutti incapaci. Almeno così si direbbe a leggere gli “incarichi e consulenze” della sezione “amministrazione trasparente” del sito internet dell’ente. L’accusa non è nostra. Le più costose consulenze sono state volute dall’ex commissario distruttore Carlo Fuortes. Il passato, purtroppo, è andato. Ciò che, invece, si può ancora recuperare, è il futuro. Alla luce dell’ultimo botta e riposta tra il sovrintendente Biscardi e il “dimissionario” maestro Rustioni, si è capito una volta per tutte – qualora ce ne fosse bisogno – che il teatro rischia grosso, persino di andare gambe all’aria. Si ridimensiona la produzione, ma le consulenze restano inalterate e questo sembra non interessare a nessuno, compreso Rustioni. E non stiamo parlando di due lire. Ce ne saranno alcune determinanti, ma ce n’è anche qualcuna totalmente inutile, tollerata nel silenzio generale, anche della politica che s’indigna a chiamata. Senza contare che la trasparenza non consiste solo nella pubblicazione dei compensi. Sarebbe il caso sapere quanto quei consulenti costano effettivamente alla Fondazione e perché, essendo un ente pubblico – sì, vabbè, di diritto privato – gli indispensabili consulenti non vengano scelti con criteri pubblici, piuttosto che per simpatia, in virtù delle amicizie o dell’appartenza a qualche lobby.

Prendiamo due consulenti su tutti, la casting manager Eleonora Pacetti e la coordinatrice alla produzione Luciana Visci. Per carità, da parte nostra niente di personale. Non mettiamo neppure in discussione la loro professionalità. Siamo indignati soprattutto come cittadini, prima ancora che come giornalisti. Nel 2013 l’incarico di casting manager è affidato alla mantra consulting srl. Nel 2014, invece, nell’elenco dei beneficiari compare Eleonora Pacetti. Praticamente la stessa cosa. Luciana Visci, invece, è il coordinatore alla produzione. Insieme, si legge nell’amministrazione trasparente, guadagnano 96.000 euro l’anno (48.000 euro ciascuna). Lo stipendio, però, non è tutto. Provate a chiederlo al consulente del lavoro della Fondazione (35.000 l’anno). Al netto di tutto Visci e Pacetti costano complessivamente circa 150.000 euro. In due anni fa 300.000 euro. Solitamente, i primi tagli che un’ente virtuoso fa in tempi di crisi sono proprio le consulenze, soprattutto quando al suo interno ha personale pagato, in grado di fare le stesse cose. Il Petruzzelli, però, ha dimostrato più volte in questi due anni di non essere un ente virtuoso. Fosse questa la volta buona. Certo è che ci vuole un segnale forte per dimostrare ai baresi, oltre che a Rustioni, che i tagli valgono per tutti. Non riusciamo a toglierci una domanda dalla testa: ma tutti i consulenti sono così fondamentali? Proveremo a chiedere in via Dante 25, la sede amministrativa della Fondazione.

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