L’incontro, organizzato dal Dipartimento di Studi aziendali e giusprivatistici e dal corso di laurea in Marketing, ha visto dialogare l’autore con il prof. Ernesto Somma e con gli studenti dell’Ateneo barese, che hanno posto le proprie domande riguardo alla situazione dei giovani. “Italiani di domani”, infatti, parla proprio di questo, delle problematiche che le nuove generazioni incontrano nel caotico mondo del lavoro e del loro rapporto con le generazioni precedenti.

Severgnini fa notare come i giovani italiani siano demotivati e non si aspettino più nulla dal futuro, ma con una massima riassume bene la sua idea di positività: «Voi non potete sognare, dovete! ». E alla domanda di una studentessa scettica sul suo futuro, risponde con una metafora calcistica: chiama in causa quello che lui definisce “effetto El Shaarawy”. Sì, proprio lui, il giovane calciatore del Milan su cui la squadra ha puntato tutto dopo le partenze dei grandi campioni dovute alla crisi economica. Allo stesso modo, le imprese non potranno far altro che rivolgersi alle nuove leve, non avendo più le risorse per mantenere dipendenti sulla via del tramonto, spesso meno produttivi e più esigenti. E solo lui sa quanto gli costa questa metafora, vista la sua fede interista.

L’altro grande tema trattato, come già detto, è il rapporto fra le diverse generazioni, fra genitori e figli. Il discrimine fra questi due mondi apparentemente lontani sembra essere sempre di più l’utilizzo dei social network, con cui non sempre gli adulti hanno molta dimestichezza.

Severgnini racconta come anch’egli si sia dovuto avvicinare a questo mondo per rimanere al passo con i tempi e riferisce, divertito, un singolare aneddoto sul premier Mario Monti. Il presidente del Consiglio avrebbe chiamato il giornalista del Corriere della Sera per avere delle dritte e delle delucidazioni su Twitter, ormai protagonista della campagna elettorale. «Da non credere – commenta Severgnini – Credevo fosse uno scherzo. Non è da tutti i giorni ricevere una chiamata del presidente del Consiglio».

Trova anche lo spazio per alcune battute sulle attitudini degli italiani. Se da una parte siamo «inaffidabili» dall’altra siamo «astuti e geniali», certamente più svegli e smaliziati dei tedeschi «che se non portano la guida turistica non trovano neanche le piramidi a Il Cairo».

Conclude il suo intervento con un omaggio a Indro Montanelli, che gli ha insegnato molto sia dal punto di vista umano sia professionale.

8 febbraio 2013

Vito Pacillo

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