Il Tribunale del Riesame nei giorni scorsi ha confermato gli arresti domiciliari per il ginecologo barese accusato di violenza sessuale aggravata su due pazienti ma la Procura ha impugnato il provvedimento e chiede il carcere per il professionista. Il medico, stando alle indagini, avrebbe proposto rapporti sessuali con lui ad alcune pazienti come cura per il papilloma virus. Per la Procura, «la terapia del sesso» proposta configurerebbe «una minaccia costrittiva» con cui il medico avrebbe «tentato di condizionare la volontà della paziente». Di diverso avviso il gip e il Riesame, che ritengono non vi sia stata costrizione, al punto che le donne si sono di fatto rifiutate. Inoltre, per il Riesame le giovani donne sono «prive di riscontrate patologie psichiche, di caratterizzanti situazioni di disagio individuale e familiare, di debolezza culturale e sociale tali da renderle vulnerabili alle richieste dell’agente».