Dopo 3 mesi non ha un nome il killer che ha ucciso Silvano Nestola, ex Maresciallo dei Carabinieri trovato morto a ridosso di una strada sterrata tra Copertino e San Pietro in Lama, in provincia di Lecce.

La sorella della vittima racconta, a Repubblica Bari, la sua angoscia e la sua preoccupazione, “Sono Marta, la sorella del maresciallo Silvano Nestola, ucciso il 3 maggio senza che ancora qualcuno riesca a fornire una spiegazione ed un colpevole. Scrivo questa lettera a nome della famiglia Nestola, una famiglia la cui vita è stata stravolta da un evento così brutale ed efferato, una famiglia piena di dolore che al momento si trova in una bolla di silenzio, un silenzio dilaniante che nessuno sembra voler spezzare, troppo pesante da trattenere, troppo doloroso da accettare, con delle domande assillanti a cui nessuno sembra voler dare una risposta: chi ha ucciso un bravo papà sotto gli occhi di un figlio undicenne? Chi l’ha portato verso la morte in modo così brutale? Ma, soprattutto, quando si ridarà la dignità a un bravo papà, un bravo figlio, un servitore della Patria?”.

“Come mai non si sente l’esigenza e l’urgenza di assicurare alla giustizia qualcuno che è armato e che è libero ancora oggi poter essere pericoloso verso la nostra famiglia o verso chiunque altro, permettendogli di poter compiere nuovamente dei delitti orribili? Io e la mia famiglia, i miei genitori, mio fratello e il piccolo figlio undicenne, continuiamo ad essere spaventati, terrorizzati che qualcuno ancora oggi libero possa ripetere quello che è già successo; non sappiamo di chi fidarci e non conosciamo da chi e da che cosa dovremmo stare attenti. Sentiamo il bisogno urgente di avere delle risposte, delle certezze, non possiamo dopo tre mesi di silenzio assordante non avere nessuna risposta. Ridate la dignità a un uomo che ha donato la sua vita al prossimo, non merita altro silenzio e noi non meritiamo altro dolore”.