“Che fine hanno fatto i registri contabili?” La domanda se la pongono i lavoratori ed ex dipendenti del Comune di Bari in merito alla Cassa Prestanza, il fondo in cui i lavoratori versavano parte del loro stipendio per assicurarsi la buona uscita e che ora conta un buco di 14 milioni di euro.

“I nostri soldi si sono volatilizzati – sottolinea uno degli ex dipendenti in presidio fuori dal Comune di Bari – come anche i registri e le scritture contabili e i movimenti bancari. Nessuno di noi ha avuto la buona uscita che gli spettava, rispetto ai dirigenti che invece sono stati liquidati lautamente”.

“Le istituzioni, come anche il sindaco Decaro, non ci danno le risposte che vogliamo. La Procura nel frattempo vuole archiviare il tutto, ma a questo noi ci stiamo opponendo fermamente. La procedura di liquidazione si dovrebbe applicare ai consumatori e non a noi dipendenti di un ente che alla fine dei conti sono stati invogliati ad iscriversi alla Cassa, gestita da persone che non rispondono di quello che è accaduto”.

“La cosa strana è che fino al 1999 i bilanci venivano approvati, con la giunta Di Cagno Abbrescia ed Emiliano poi, i bilanci erano finiti nel dimenticatoio. Nel 2008 sono stati approvati tutti i bilanci precedenti. C’è qualcosa che non andava già da prima, ma nessuno aveva acceso i riflettori. I nostri capitali, investiti per anni, dovevano essere triplicati al momento, e invece non abbiamo più nulla. Decaro ci dia delle risposte”.