Dopo i tragici eventi di ieri, l’associazione ambientalistica Bari Ecocity ha criticato duramente l’azienda del trasporto pubblico barese.

“Le dimissioni spontanee o la rimozione immediata della governance di Amtab spa, dovrebbe essere il minimo da richiedere dopo lo spaventoso incendio che ieri ha divorato a Bari un bus urbano. Un vecchio bus a gasolio del 2006; rigenerato e reimmatricolato; con oltre 1 milione di chilometri percorsi; acquistato usato dall’estero qualche anno fa; da tempo oggetto di avarie e tentativi di riparazione. Ancora una volta, solo la fortuna e l’abilitá del conducente, ha evitato morti o feriti tra i passeggeri e i passanti, tant’é che per alcuni la vicenda può subito derubricarsi e dimenticarsi” -spiega l’associazione.

Da anni denunziamo i disservizi e le inefficienze di Amtab: bus datati e inquinanti; in perenne ritardo; che costano alle casse pubbliche moltissimo (oltre 33 milioni di euro di corrispettivo annuale e 2,5 milioni di euro di gratuitá). E da anni denunziamo l’incapacitá dell’Amtab di operare sul mercato. I bilanci (sempre depositati in ritardo) chiudono in pressochè pareggio solo grazie agli enormi incassi annuali della sosta a pagamento (6 milioni di euro) e l’azienda è sostenuta finanziariamente dal Comune che anticipa periodicamente denaro ad Amtab, non avendo la stessa accesso al credito bancario. Da anni, infine, segnaliamo il pessimo trattamento dell’utenza cittadina, abbandonata per strada senza pensiline; in attesa di pulman senza orario di transito; spesso costretta a scendere in strada per rotture improvvise dei bus; costretta a viaggiare su mezzi poco puliti. Un disastro totale che imporrebbe da tempo la cacciata immediata dei responsabili di questo totale disservizio pubblico e che non si realizza solo per appartenenze politiche degli autori di questo scempio. Non di meno oggi, di fronte alla spaventosa scena a cui ieri la Cittá ha assistito in nessun modo ascrivibile al caso fortuito, BariEcoCity torna a chiedere di rivoluzionare Amtab spa, partendo necessariamente dalla.rimozione del consiglio di amministrazione del direttore generale, per manifesta incapacitá operativa”.