Il Covid hospital in Fiera, la “cattedrale” per le maxi emergenze affidata al Policlinico, costata 19 milioni di euro ovvero il doppio di quanto previsto dal bando e su cui stanno indagando la Procura e la Corte dei Conti, dopo i primi arrivi dalla clinica universitaria, si prepara ad accogliere due reparti dell’ospedale San Paolo. Sulla decisione si è scatenato il fuoco di fila dei sindacati, scelta bollata come unilaterale.

I sindacati contro il trasferimento dal San Paolo in Fiera
Nel giorno in cui è stato deciso il blocco dei ricoveri e delle attività ambulatoriali non urgenti, Fials, Usppi, Cisl, a cui molto probabilmente si aggiungeranno a strettissimo giro altre organizzazioni sindacali, hanno messo nero su bianco tutto il loro dissenso su un trasferimento definito scellerato, non concordato e contrario a ogni logica, preannunciando manifestazioni di protesta se i vertici della sanità pugliese non faranno repentinamente marcia indietro.

Caccia ai posti letto nelle cliniche private
Anche in rete sono spuntati post estremamente critici da parte di addetti ai lavori. Insomma, Emiliano, Lopalco, Sanguedolce, Montanaro e tutti i vertici della sanità regionale sono stati praticamente crocifissi su quello che appare sempre più come un altare dello spreco, alla luce dei posti letto covid aggiuntivi chiesti e fatti attivare dalla Regione alle cliniche private quali Miulli e Gruppo Gvm, posti che saranno ovviamente pagati con altri soldi pubblici.

Dunque, oltre a pagare due volte per non avere un posto in più, come sottolineano i sindacati, il trasferimento di personale, va a depotenziare il grande ospedale di primo livello per la cui conversione e adeguamento a ospedale covid sono stati spesi un’altra montagna di soldi.

La nota dell’Usppi
Consta alla scrivente confederazione sindacale, che codesta direzione strategica, intenderebbe trasferire personale dipendente delle Unità Operative Complesse di Pneumologia e di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale San Paolo presso l’ospedale ubicato nella Fiera del Levante a Bari.

Tale comportamento, se fosse vero, è da configurarsi palesemente antisindacale. considerato che nessuna intesa è stata raggiunta nemmeno in sede di contrattazione integrativa aziendale, diffidiamo codesta direzione strategica Asl/Ba a non disporre nessun trasferimento di personale della Asl/Ba, presso la citata struttura ubicata nella Fiera del Levante.

Preavvertiamo che in assenza di riscontro immediato, proclameremo lo stato di agitazione di tutto il personale del presidio ospedaliero San Paolo, già allo stremo delle forze, vista la grave carenza di personale e la pandemia in atto, non da escludersi una manifestazione di
protesta dinanzi a codesta direzione generale.

La nota della Cisl
Nelle ultime ore giungono alla scrivente molte segnalazioni riguardo ad una imminente
mobilità del personale di alcune Unità Operative dell’ospedale San Paolo presso la Centrale
Regionale Soccorso Sanitario – Maxi Emergenze. Se le voci fossero fondate, chiediamo urgente convocazione di una riunione di delegazione trattante ai sensi dell’articolo 5 del CCNL.

Ciò premesso, manifestiamo comunque con forza tutte le nostre perplessità. In primo luogo
perché si andrebbero a ridurre le risorse umane ad un ospedale che è appena autosufficiente e per il quale abbiamo già denunciato lo stato di prostrazione che vive il personale.

Nondimeno, in caso di mobilità del personale, le Unità Operative non potrebbero funzionare a pieno regime, non si comprende quale beneficio ne avrebbero i cittadini atteso che l’apertura della nuova struttura toglierebbe il personale a Unità Operative già esistenti, di fatto la forza lavoro sarebbe pressoché identica e non ci sarebbe alcun incremento di prestazioni. L’allestimento della nuova struttura aveva l’obiettivo di potenziare l’offerta sanitaria cd è avvenuto utilizzando denaro pubblico, depotenziare le strutture già esistenti per farlo funzionare significherebbe vanificare gli ingenti investimenti.

Inoltre, ciò che desta maggiori preoccupazioni è il fatto che da settimane le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative stanno chiedendo alla direzione strategica del Policlinico di Bari una serie di informazioni sulla Centrale Regionale Soccorso Sanitario e permangono molti dubbi sull’organizzazione del lavoro c su alcuni requisiti fondamentali previsti dal D.igs. 81/2008.

Il personale è allo stremo, questa sarebbe la goccia che fa traboccare il vaso dopo un anno di rinunce, sacrifici e delusioni. La scrivente organizzazione sindacale preannuncia che nel caso le voci fossero fondate, sarà inevitabile il ricorso alla mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori contro una decisione che ha in sé evidenti contraddizioni.

La nota della Fials
Risulta allo scrivente che in assenza di alcun confronto con le organizzazioni sindacali e la R.S.U. della ASL BA, stia decidendo unilateralmente il trasferimento del personale dipendente delle Unità Operative Complesse di Pneumologia e Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale San Paolo presso l’Ospedale denominato “Centrale Regionale Soccorso Sanitario — MaxiEmergenze” dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico/ Giovanni XXIII ubicato nella Fiera del Levante.

Un siffatto comportamento oltre che a configurarsi palesemente antisindacale risulta essere al difuori di ogni logica, atteso che rappresenterebbe l’ennesimo atto di depauperamento dei Livelli Essenziali di Assistenza degli Enti e Aziende del Servizio Sanitario Regionale evidentemente finalizzato solo a giustificare l’ingente investimento di risorse economiche pubbliche per la realizzazione di una struttura sanitaria ideata, senza la previsione della disponibilità di risorse umane per il suo funzionamento.

Per quanto sopra esposto e considerato che nessuna intesa è stata raggiunta nemmeno in sede di contrattazione integrativa aziendale presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico di Bari, in ordine al trasferimento del personale in quella che è stata considerata una Unità operativa del Policlinico di Bari, siamo a diffidare la Direzione Generale della ASL BA a disporre il trasferimento di personale della ASL BA presso la citata struttura ubicata nella Fiera del Levante.

È appena il caso di evidenziare infine che l’apertura della “Centrale Regionale Soccorso Sanitario – Maxi Emergenze” era finalizzata all’attivazione di posti letto aggiuntivi all’attuale offerta del Servizio Sanitario Regionale e non certo al mero trasferimento di posti letto dagli ospedali pugliesi a quello in Fiera del Levante.

Preavverto che in assenza di immediata smentita dell’ipotesi di trasferimento di personale dipendente della ASL BA alla “Centrale Regionale Soccorso Sanitario — Maxi Emergenze” sarà indetta nelle prossime ore una manifestazione pubblica di protesta dei lavoratori della ASL BA, che si terrà nei pressi della Direzione Generale della ASL BA.