“Soffro di fibrosi polmonare, martedì stavo collassando, così mi hanno portato con urgenza al Policlinico, dove c’erano diverse ambulanze in attesa di sbarellare. Per fortuna sono potuto entrare subito; mi hanno fatto il tampone e nell’attesa dell’esito sono stato sistemato in una stanzetta dove sono rimasto dalle sette di sera fino all’una. Quando sono risultato negativo mi hanno portato nel reparto di Chirurgia toracica. Dopo 5 giorni, sono risultato positivo, adesso sono ricoverato nel Padiglione Balestrazzi, tra i positivi, in una stanza doppia”. Con la voce affaticata dalla tosse, dal covid, e dalla grave patologia di cui soffre, Paolo racconta la sua storia a telefono.

“I miei familiari sono tutti negativi – ci ha detto lunedì – almeno per ora, se tutto resta così, la sola possibilità che io abbia preso il coronavirus è in ospedale. Non ho febbre o altri sintomi, ma nella mia condizione la possibilità che questo virus mi uccida è altissima. Per fortuna al momento non ho bisogno della maschera, ma solo dell’ossigeno dai tubicini nel naso”. Il post che ha pubblicato su facebook, è di quelli che straziano il cuore, gli amici hanno affisso uno striscione di incoraggiamento per dargli forza e coraggio.

Cinque giorni non sono tanti, lasciano aperta la porta all’eventualità che lo stesse incubando; il punto, come abbiamo avuto modo di scrivere più volte è il protocollo. Senza entrare nel tecnico, non siamo medici per carità, il tampone molecolare fotografa la situazione in quel preciso momento.

Sia quel che sia, abbiamo contattato l’ufficio stampa del Policlinico anche per avere conferma di un cluster covid nel reparto, ma da una primo canonico “vi facciamo sapere”, non ci è più stato risposto né al telefono né ai messaggi. Con il trasloco dal San Paolo all’Oncologico a fine 2017, con Emiliano presidente e assessore regionale alla Salute, di fatto la Chirurgia toracica del Policlinico resta praticamente l’unico riferimento sul territorio.