foto di repertorio

Sono sette i fascicoli d’indagine chiusi dalla Procura di Bari, a carico di altrettanti farmacisti e commercianti del Barese. È stato chiesto per tutti il rinvio a giudizio per i reati di frode nell’esercizio del commercio, manovre speculative sulle merci e truffa aggravata, per aver venduto, durante il periodo di lockdown del 2020, gel igienizzanti o mascherine contraffatti o comunque privi di autorizzazioni sanitarie e, in alcuni casi, dispositivi di protezione individuali con rincari fino al 5000%.

Ai titolari di tre farmacie tra Altamura e Bari, la Procura contesta di aver venduto, tra febbraio e aprile 2020, più di 3 mila flaconi di gel igienizzanti che sull’etichetta non riportavano le autorizzazione alla commercializzazioni da parte del Ministero della Salute e della Commissione europea e, ad uno dei tre, anche di aver venduto mascherine pagate 22 centesimi al costo di 15 euro ciascuna, “on l’aggravante di aver profittato di circostanze di tempo e di luogo tali da ostacolare la pubblica e privata difesa, in considerazione delle necessità di protezione sanitaria nel tempo di emergenza epidemiologica”.

Un 37enne di Bitonto rischia di essere processato per aver acquistato e rivenduto tramite Facebook circa 150 mascherine a prezzi superiori a quello di mercato. Per tre titolari di attività commerciali con sede a Modugno, invece la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per aver venduto, o comunque custodito nei loro negozi, migliaia di confezioni di gel igienizzante e di salviettine antibatteriche prive, sull’etichetta, delle dovute autorizzazioni sanitarie e quasi 100 mila mascherine con marchio contraffatto “con conseguente qualità, provenienza ed origine del prodotto stesso non conforme agli standard qualitativi e di sicurezza”.

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