Carenze igienico sanitarie, tecnologiche, organizzative e strutturali. Sono solo alcune delle irregolarità rilevate dai carabinieri dei Nas nel blitz che ha coinvolto 390 guardie mediche su tutto il territorio nazionale. Nel mirino dei militari anche alcune strutture pugliesi, soprattutto negli ambulatori delle province di Bari e Lecce.

Su 390 sedi, in 99 sono state riscontrate le carenze che hanno portato a 19 denunce e 85 segnalazioni all’autorità giudiziaria.

Dal resoconto dei Nas sono emerse diverse irregolarità non solo legate alla mancanza di misure di contenimento del coronavirus. Tra queste ci sono anche umidità, nessuna visa di fuga, niente accessi per i disabili, servizi igienici non funzionanti e privi della separazione tra operatori e utenti, ma soprattutto, visti i tanti casi cronaca legati alle aggressioni agli operatori delle Guardie Mediche, mancanza di un sistema di allarme, di videosorveglianza o di un servizio di vigilanza.

A seguito dell’ispezione a sorpresa dei militari, negli ambulatori del territorio barese sono state accertate carenze strutturali e strumentali, meno farmaci rispetto alla dotazione prevista, mancato rispetto delle misure di contenimento anti coronavirus, carenza di dispositivi di protezione, nessuna rampa per l’accesso dei disabili e nessun parcheggio destinato all’utenza.

In merito al resoconto dei Nas, Tommasa Maio, segretario nazionale Federazione italiana medici di Medicina Generale Continuità Assistenziale, ha chiesto un incontro con il ministro Speranza per parlare di questa situazione emersa dal blitz, ma da tempo nota.

Nel frattempo proseguono i controlli nei centri vaccinali per scongiurare l’ipotesi che qualcuno possa essere vaccinato prima degli aventi diritto, quali anziani e personale scolastico e sanitario.

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