“Se da una parte l’assessore alla sanità, Pier Luigi Lopalco, frena, dall’altra gli assessori all’istruzione e ai trasporti, Leo e Maurodinoia, riferiscono che è tutto pronto per far ripartire la scuola. Intanto, il presidente Emiliano fa sintesi con mezze misure e con modalità, ancora una volta, inverse rispetto all’ordinanza precedente e che non convincono”.

Secondo il segretario generale della UIL Scuola Puglia, Gianni Verga, è ancora negativo il giudizio sull’ordinanza regionale e in generale sulla strategia della Regione Puglia rispetto all’organizzazione del sistema scuola in questo periodo emergenziale.

“Avevamo proposto maggiore cautela dopo le festività, ma non siamo stati ascoltati. Per la scuola del primo ciclo, si continua sulla strada dell’inserimento, per via amministrativa, della didattica digitale integrata, che ha generato e sta generando confusione e smarrimento soprattutto per l’organizzazione scolastica, per i lavoratori e per il dubbio che genera all’interno di ciascuna famiglia. La didattica di emergenza non è la DID, ma la DAD. Basta con ordinanze che snaturano la funzione della scuola – sottolinea Verga – , che deve restare tale e non trasformarsi in un servizio a domanda individualizzata. Fare scuola significa un’attenta programmazione e preparazione e non improvvisazione”.

“Ogni valutazione – continua Verga – deve essere assegnata alla singola scuola autonoma e non alla regione, che ha competenza diversa da quella della didattica e degli apprendimenti. Non si può continuare a cambiare dalla sera alla mattina l’organizzazione scolastica. Il sistema misto di frequenza con la didattica digitale integrata, avallato anche da un contratto nazionale che la Uil Scuola non ha firmato, sta mostrando tutti i propri limiti e sta mettendo a dura prova il personale docente, così come è evidente che con le attuali percentuali di contagio non sia sicuro tornare alla scuola in presenza: ecco perché continuano a destare forte perplessità queste repentine e sottili inversioni di decisioni: la settimana scorsa la scuola del primo ciclo era al 100% a distanza, la prossima settimana sarà al 100% in presenza, ma in entrambi i casi sono sempre le famiglie a decidere. Ancora decisioni con mezze misure, oltre che assenza di decisioni per la scuola dell’infanzia, mentre su altri tavoli regionali si discute del segmento 0-6 anni”.

“Se la scuola riparte – chiosa Verga – riparte il Paese. È vero, ma è importante il modo nel quale ripartirà. I ritardi che si sono accumulati scontano anche il prezzo delle maggiori restrizioni poste in essere dalla regione Puglia. Per questo siamo molto preoccupati. Chiediamo certezze sulla sicurezza di scuole e lavoratori. Il personale scolastico va tutelato e la tutela della salute riteniamo non possa essere delegata alle famiglie. Chiediamo un’accelerazione per il piano sanità-scuola, annunciato dall’assessore Lopalco, che contiene quelle misure che da mesi chiediamo, ovvero presidi sanitari, tamponi veloci e tempi certi sui vaccini”.

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