foto di repertorio

Nei giorni scorsi vi abbiamo raccontato la positività al coronavirus del sindaco di Cellamare, Gianluca Vurchio; lo stesso primo cittadino, con due post su facebook, ha prima annunciato il suo contagio e poi rassicurato amici e concittadini sulla sua condizione. Come molti sanno, Vurchio presta servizio per il 118, nella postazione di Casamassima. La sua vicenda sta avendo ripercussioni tra i suoi colleghi, non certo per la persona in quanto tale, bensì per alcune decisioni operate dal medico competente, risultate discutibili a detta di molti del 118. Ma facciamo un passo indietro.

Nei mesi scorsi abbiamo raccontato della postazione 118 di Adelfia, chiusa due volte, l’ultima per la contemporanea quarantena di diversi operatori, isolamento deciso appunto dal medico aziendale per 5 sanitari risultati positivi. Proprio ad Adelfia, stante la carenza di personale sempre a causa del covid, in questi giorni stanno comprendo dei turni alcuni membri del 118 che invece afferiscono alla postazione di Casamassima, la stessa di Gianluca Vurchio.

A quanto pare, venerdì scorso uno dei colleghi che aveva prestato servizio insieme a Vurchio è stato deviato sulla postazione di Adelfia dopo aver fatto il tampone, ma prima di ricevere l’esito dell’esame, risultato poi sfortunatamente positivo. Per quale motivo, dunque, non è stato posto in isolamento in attesa di esito? Cosa succederà adesso a chi è stato in servizio con questo collega purtroppo risultato positivo?

Intanto, pare che al 118 si stiano organizzando per sottoporre a tampone chi è stato in turno venerdì quando ancora non era noto l’esito del tampone, l’accaduto si è diffuso col tam tam tra le varie postazioni, generando il malcontento e sollevando interrogativi sulle decisioni prese.

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