La facciata sembra quella di un palazzo popolare come tanti, neppure messa male. Siamo al quartiere San Paolo di Bari, al civico 11 di via Barisano da Trani. All’ultimo piano vivono Antonio e suo padre, 27 e 56 anni, costretti a condizioni di vita assurde nonostante le tante segnalazioni e un sopralluogo dei tecnici dell’Arca. Visita che ormai si perde nella notte dei tempi.

Arriviamo a casa mentre Antonio si prepara per farsi la doccia. Niente di eccezionale, non fosse che il ragazzo deve scaldare l’acqua sul fuoco e versarla in un tinozzo. Il fisico esile lo aiuta a portare a termine la complicata missione. Il palazzo è sprovvisto di autoclave e per lunghi tratti della giornata i rubinetti sono a secco. Niente lavatrice, lavastoviglie e appunto la doccia.

Il problema dell’acqua, che a cascata ne genere altri, non è il solo a cui devono far fronte padre e figlio, assegnatari regolari e in regola col pagamento di affitto e condominio. I lavori di “facciata” eseguiti 4 o 5 anni fa, infatti, non hanno riguardato il lastrico solare del’immobile. Le tracce di umidità nelle due camere da letto e nel salone sono evidenti.  Antonio e suo padre dormono con felpa, sciarpa e cappello. Il freddo è insopportabile. Quando non c’è acqua, infatti, manca anche il riscaldamento. La situazione è insostenibile.

Lo sa anche l’Arca Puglia Centrale, l’Agenzia regionale per la casa e l’ambiente. “Una situazione indecente – spiega il presidente Giuseppe Zichella – ci scusiamo per quanto successo, ma chi mi ha preceduto ha lasciati inevasi 5mila interventi di manutenzione. Provvederemo subito all’assegnazione dei lavori, che inizieranno entro il mese di gennaio. Non è facile, ma interverremo sulle diverse questioni, alcune delle quali particolarmente gravi e contrarie alla dignità umana”.

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