La seconda ondata, come del resto è accaduto anche a marzo e aprile, ha visto l’aumento dei numeri di contagio soprattutto nelle residenze per anziani. Ospiti e operatori sono risultati positivi ed è aumentato il numero di decessi tra gli anziani.

Una situazione che, come sottolinea il segretario della Ugl Sanità, Giuseppe Mesto, si sta facendo sempre più difficile e chi ne paga le conseguenze non sono solo gli ospiti delle Rsa ma soprattutto i lavoratori.

“I focolai all’interno di queste strutture – dichiara il segretario della UGL Sanità Puglia Giuseppe Mesto – si moltiplicano e tantissimi operatori si trovano a lavorare e prestare il loro servizio verso i cittadini in condizioni non più tollerabili. La Regione Puglia e le Asl non hanno provveduto a rimpiazzare chi è stato contagiato costringendo così coloro che sono in servizio a prestare turni massacranti”.

Anche sul fronte della prevenzione le falle sono enormi. “Tanti lavoratori in servizio nelle Rsa – prosegue Mesto – sono stati sottoposti a tamponi senza però ricevere la risposta dell’esame. Continuano quindi a prestare servizio senza sapere l’esito positivo o negativo”.

Le cause per il sindacalista sono evidenti. “Non c’è stata alcuna programmazione nei mesi scorsi quando, esaurita la prima ondata del Virus, ci sarebbe stato bisogno di prevedere una possibile recrudescenza del Covid-19. Così ora ci si è fatti trovare impreparati con i drammatici risultati che sono sotto gli occhi di tutti”.

“Bisogna proteggere gli operatori della sanità perché sono loro che devono poi occuparsi dei pazienti. Chiediamo che vengano applicati rigorosamente tutti i protocolli di sicurezza e che si dia la possibilità di fare convenzioni tra Rsa e strutture private per l’esecuzione dei tamponi molecolari, fornendo in tempi rapidi le risposte sugli esiti”.

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