Con l’aumento dei contagi in Puglia sono stati incrementati i numeri dei posti letto e gli ospedali che seguiranno i pazienti che hanno contratto il coronavirus. Ed è per questo che il Santa Maria degli Angeli di Putignano entra ufficialmente a far parte della Rete Ospedaliera Covid 19, mentre al Fallacara di Triggiano aumentano i posti letto per i pazienti post acuzie.

A Putignano sono stati attivati i primi 27 posti letto di Area medica e 4 di Rianimazione. A regime, con l’attivazione progressiva delle aree convertite e già attrezzate, il presidio putignanese potrà contare su 82 posti letto di Area Medica Covid, tra cui 15 di terapia semintensiva, e un totale di 8 dedicati alla terapia intensiva.

Il processo di conversione è partito dalla definizione logistica dei percorsi interni, in modo che chiunque entri in ospedale – in particolare gli operatori sanitari – possa immediatamente individuare e distinguere le aree cosiddette “sporche” da quelle “pulite”. Ogni passaggio è identificato e segnalato: zona d’ingresso e di uscita, spogliatoi con docce e servizi, zone di vestizione e svestizione, accesso ai reparti in “Area Covid” e uscita, tutte dotate di zone filtro, ascensori dedicati.

All’ospedale Fallacara di Triggiano, invece, sono stati attivati 20 posti letto negli spazi dell’ex reparto di Lungodegenza, adeguato alla nuova funzione con percorsi dedicati e segnalati, ampi spazi per vestizione e svestizione del personale, “area rossa” non accessibile senza i necessari dispositivi di protezione individuale.

Tutta la struttura è organizzata in modo da garantire l’esecuzione degli esami strumentali, sostanzialmente la radiografia del torace e l’elettrocardiogramma, utilizzando apparecchiature portatili oppure in modalità online, sfruttando la possibilità di refertazione in remoto garantita dall’unità di Cardiologia dello stesso presidio.

L’unità operativa di Lungodegenza post Covid, di cui è responsabile il dr. Giuseppe Siciliani, dispone di un’équipe formata da 15 medici, 27 infermieri (con un coordinatore) e 10 operatori socio sanitari che assicurano la necessaria turnazione.

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