Tutti insieme appassionatamente, qualcuno dopo essere stato in giro per uno o due altri pronto soccorso del Barese. Dieci postazioni del 118 sono bloccate all’esterno del  Policlinico, aspettando di sbarellare i pazienti, alcuni dei quali positivi al covid.

Le prime postazioni arrivano più di 4 ore fa. Non ci sono posti e allora, come vi abbiamo ampiamente documentato nei giorni scorsi, si aspetta che finisca l’ossigeno delle ambulanze, che i pazienti facciamo la pipì addosso e nei casi peggiori che qualcuno ci lasci la pelle.

Si promettono posti letto, riconversioni di interi reparti, ma fuori dai pronto soccorso è la stessa battaglia di sempre. Un sistema al collasso, incapace di tutelare utenti e operatori sanitari, lasciando questi ultimi a litigare fra loro per rivendicare ognuno i propri diritti. Intanto i pazienti continuano a rimanere parcheggiati nelle ambulanze, nell’attesa a volte vana di essere accettati o dell’indicazione di trasferimento da un ospedale all’altro, senza tuttavia avere la certezza di trovare un posto oppure, come nel caso del Perinei, scoprendo che una stanza dell’area precovid è stata lasciata vuota nonostante all’esterno ci siano almeno tre pazienti in ambulanza da ore.

Secondo quanto ci viene riferito pare siano stati bloccati gli accessi al pronto soccorso. Ambulanze e pazienti sarebbero dunque dirottati altrove in cerca di un posto letto.

Il ricorso alle Forze del’Ordine, nel tentativo di avere l’assistenza sanitaria di cui si ha diritto, è aumentato a dismisura, seppure spesso il rimpallo di competenze fa in modo che tutto resti com’è.

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