A distanza di tanto tempo torniamo a parlare del sito di Contrada Nepta, a Bitetto, nel corso degli ultimi 30 anni al centro delle cronache anche giudiziarie per una vicenda di inquinamento ambientale tutt’altro che chiara e non ancora conclusa.

Ieri sulla pagina facebook ufficiale del Comune è comparso un post che ha riacceso i riflettori su tutta la vicenda: “Dopo decenni di incertezze e rimpalli di responsabilità, finalmente la vicenda di Contrada Nepta si definisce. Sono state concluse le operazioni di caratterizzazione del sito, validate da Regione, Arpa Puglia e Asl Bari e, nei prossimi giorni, il Sindaco emanerà apposita ordinanza. Per informare tutta la Cittadinanza, sarà predisposto un approfondimento sul tema, che riteniamo doveroso e opportuno”.

Secondo indiscrezioni che siamo riusciti a raccogliere, la scorsa settimana sono effettivamente arrivati i risultati della caratterizzazione del suolo, e a quanto pare è emerso il superamento dei valori soglia, il che significa appunto sito inquinato. A stretto giro dovrebbe quindi arrivare l’ordinanza del primo cittadino, Fiorenza Pascazio. Un paio d’anni fa il terreno è stato ceduto dall’Opera Pia Santissimo Sacramento e acquisito al patrimonio comunale.

La storia, ricordiamo, è iniziata negli anni 90, quando vennero ritrovati alcuni bidoni con impresso il simbolo del teschio e da cui pare ci fosse stato sversamento di liquidi nel terreno. In un articolo di stampa dell’epoca si parlava di irritazioni e bruciori accusati dall’allora comandante della Polizia Locale, Carmine Intranuvo, che irritato dalle domande rivoltegli dalla nostra troupe ad aprile 2015, spinse il giornalista contro il muro, come è possibile vedere nelle immagini del video pubblicato.

Perché Intranuovo non volle rispondere, resta tutt’ora una domanda senza risposta, dal momento che spulciando tra gli atti della Regione è emersa la relazione redatta dello stesso Comandante il 14 marzo 2014 e indirizzata all’onorevole Giuseppe D’Ambrosio. La relazione, lunga e circostanziata, ricostruisce tutti i passaggi salienti, dal ritrovamento, al sequestro del fondo, alle perizie eseguite sul suolo e sui frutti successivamente coltivati in quel campo.

Su contrada Nepta, oltre ad aver dato voce agli agricoltori preoccupati, abbiamo anche raccolto la testimonianza di un pentito, tra virgolette. “Io personalmente sono andato a buttare il materiale dello sbancamento della strada Palo-Bitetto. Ci sono cinque sei metri di materiale sopra quella porcheria – ci ha detto senza sapere di essere registrato -. Abbiamo buttato tutto là sopra, in contrada Nepta. Quando scaricavo usciva il fumo”.

Col passaggio dei terreni al Comune ci avviciniamo, forse, alla conclusione della vicenda, stante il fatto che i soldi per la bonifica ci sono, o almeno c’erano al 20 luglio 2017. La vicenda di contrada ha avuto anche un strascico giudiziario di cui vi renderemo presto conto.

 

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