foto di repertorio

Due giorni fa, sul lungomare di Santo Spirito, si è verificato un incidente stradale tra una macchina e una moto con in sella un ragazzo di 26 anni, nell’impatto il motociclista ha riportato ferite molto gravi. Secondo quanto siamo riusciti ad apprendere, la prima ambulanza del 118 disponibile sarebbe arrivata sul posto circa mezz’ora dopo lo schianto. Trasportato al Pronto Soccorso del Policlinico, il ragazzo purtroppo non ce l’ha fatta ed è spirato poco dopo.

Come ormai scriviamo da settimane, l’emergenza sanitaria in atto sta paralizzando il sistema sanitario regionale, non debitamente preparato a fronteggiare la prevista seconda ondata. Ospedali al collasso, posti letto col contagocce, ambulanze 118 bloccate in attesa di poter sbarellare e tornare sul territorio, tempi elevati per refertare un tampone.

Ancora una volta, vi invitiamo a non intasare il 118 di telefonate inutili, ora più che mai è necessario comprendere che si tratta di un sistema salvavita, non di un taxi gratuito verso l’ospedale, dove ora è meglio andare solo se strettamente necessario. Soprattutto, evitate di fornire agli operatori false informazioni, come ha fatto quel barese che ha negato sintomi covid e ora rischia una denuncia in Procura per aver messo a rischio la salute dei soccorritori.

Che la seconda ondata sarebbe stata molto dura, soprattutto al sud dove il virus ha circolato poco nei mesi scorsi, è stato detto più volte dagli esperti. Ciò nonostante, la Puglia che pure aveva messo in campo una task force contro il covid, chiamando a coordinarla l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco e imbarcando l’anestesista Marco Ranieri, l’uomo che ha permesso di collegare due pazienti a un ventilatore in piena emergenza, oggi sconta un sistema sanitario regionale assolutamente non pronto, carente di posti letto, tanto da dover ricorrere alle strutture private.

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