Il nuovo piano di mobilità del quartiere San Cataldo continua a destare molti dubbi nei residenti del rione barese. Il problema è stato ampiamento affrontato e nonostante le rimostranze dei cittadini inviate all’assessore Galasso e al sindaco Decaro, si è proceduto con la realizzazione della pista ciclabile light bidirezionale e con il passaggio dal doppio al senso unico sul lungomare.

Con questa modifica, secondo i cittadini, il traffico non ha tratto alcun beneficio, anzi. Macchine e tir sono state deviate in strade strette in cui passano a malapena e, nel caso in cui c’è un’auto lasciata fuori posto, sul lungomare si creano lunghe code.

Per questo motivo i cittadini hanno fatto una raccolta firme che, insieme all’esposto dell’avvocato Ascanio Amenduni, nel quale vengono sottolineate le gravi inadempienze, è stata depositata all’amministrazione comunale per chiedere il rispristino della vecchia mobilità. Nell’esposto ci sono state due integrazioni che riguardano gli incidenti avvenuti a causa del cambio di viabilità, ma soprattutto il passaggio di autoarticolati che, dopo aver raggiunto il cantiere navale o la Capitaneria di Porto, sono costretti a percorrere le stradine del quartiere.

“Il Comune dopo il nostro esposto ha messo delle pezze a colori ma che di certo non risolvono la situazione – sottolinea la docente Eva Toscani, residente di San Cataldo -. Hanno ripristinato i parcheggi paralleli alla strada togliendo quelli a spina di pesce, ma comunque i tir, quando vanno via, passano in strade strette e a volte capita che danneggiano i muri delle ville. Sarebbe bastato lasciare quel tratto di strada a doppio senso così da permettere ai camion di allontanarsi senza passare in mezzo ai palazzi”.

“Se prima per noi residenti raggiungere il centro città era semplice – spiega la docente -, adesso facciamo tutto il giro. Doveva essere un cambio che avrebbe favorito la diminuzione del traffico e dello smog, ma in realtà è tutto il contrario”.

“In tutto questo – continua -, quando abbiamo esposto le problematiche del quartiere, l’assessore Galasso non ci ha mai dato una risposta, ma ha sempre difeso il suo progetto non ascoltando quanto dicevamo. Il nuovo piano di mobilità è stato creato senza contare il flusso di traffico e la tipologia di veicoli che percorrono il quartiere. Adesso, infatti, i camion passano davanti alle porte delle abitazioni, essendo stati invertiti i sensi di marcia, ad esempio in via del Faro, e ridotto con per via Massaua, unica strada ampia”.

” Il problema non è la pista ciclabile – sottolinea-. Vogliamo che però il tutto venga eseguito a norma e secondo criteri di snellimento dei flussi di traffico interni ed esterni al quartiere”.

“Chiediamo di essere ascoltati – conclude la docente Eva Toscani – e di mettere da parte l’orgoglio per un progetto che in realtà non ha giovato il nostro quartiere, ma anzi ha peggiorato la nostra vita”.

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