“Se il 22 settembre avesse avuto il posto letto, molto probabilmente ora sarebbe ancora qui”. Lacrime silenziose trattenute a stento, Angela Carrassi è moglie di Vito Cassano, recentemente scomparso, molto amato dai baresi per la sua presenza sul piccolo schermo ne Le Battagliere e da tutti ricordato per Mio Cognato di Alessandro Piva.

“Non esiste solo il covid, esistono tante altre patologie che vanno curate – sottolinea mentre lo ricorda commossa – chiedo alla Sanità di essere più presente e di non sottovalutare quando si va al Pronto Soccorso. Io sono rimasta sola, grazie alla Sanità”.

Davanti alla telecamera ripercorre gli ultimi mesi di vita. Trovati dei valori anomali nel sangue, il medico li indirizza la Pronto Soccorso perché Vito ha bisogno di cure. Dopo due giorni trascorsi aspettando un posto che non c’è al Policlinico, il 24 settembre si rivolgono al Di Venere: “Ci hanno detto che i valori erano alti – spiega Angela  – però non era da dialisi, ci fissano la visita per il 28 ottobre e torniamo a casa. Il 3 ottobre Vito non sta bene, si stente scombussolato”.

Il 4 ottobre arriva l’esito del tampone fatto il giorno prima, ed è negativo, Vito però la sera ha la febbre e allora il giorno dopo si portano alla Mater Dei, dove il sierologico è dubbio e viene collocato in area grigia, in attesa dell’esito di un nuovo tampone, risultato poi positivo: “Posti non ce n’erano, lui comunque rimane lì al Pronto Soccorso. Mi chiama la mattina dopo e mi dice che lo hanno trasferito al Policlinico, da quel giorno io non l’ho più visto, eravamo al 6 ottobre. Il 12 mi chiama con voce flebile e mi avvisa che lo portano in rianimazione”.

L’epilogo di questa triste storia è la bruttissima conversazione avuta con un medico, probabilmente provato e stanco dopo ore di lavoro, a cui Angela ha provato a chiedere notizie del suo Vito: “Signora forse non ha capito, intubati o no da qui escono tutti morti”.

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