Continuiamo a parlare di Lello e Angela, fratello e sorella che vivono in condizioni disumane, senza luce tra topi, feci e sporcizia, nel quartiere Libertà a Bari. Dopo esserci  messi sulle tracce si zia Anna, che alle nostre telecamere ha spiegato la sua impossibilità a prendersene cura, abbiamo provato a parlare con Emanuele e Pino, fratelli del defunto Vincenzo Laforgia, papà di Lello e Angela e con cui vivevano fino alla sua morte.

Entrambi, abbiamo scoperto, sono avanti con l’età, circostanza che rende per quanto possibile tutto più complicato. Dei due, siamo riusciti a rintracciare Pino, con cui abbiamo provato a parlare, ma che non ha preso di buon grado il nostro interessamento.

Tra una invettiva e l’altra, siamo venuti a sapere che i rapporti con Lello e Angela, già in passato non erano idilliaci. Sembra che fratello e sorella abbiamo tentato di aiuto allo zio, senza tutta via che gli sia stata aperta la porta.

Pino, lo abbiamo visto coi nostri occhi, non lascia entrare nessuno, neppure l’uomo che provvede a portargli la bombola del gas, anche lui lasciato sul pianerottolo, dove avviene lo scambio tra quella vuota e quella piena.

Probabilmente, ma non era questo lo scopo della nostra visita, anche in questo caso siamo davanti a una persona che avrebbe bisogno di essere aiutata, i vicini lamentano una puzza tremenda provenire dall’appartamento, percepibile fin nelle scale del palazzo, qualcuno parla di buste della spazzatura sotto al letto e padelle sporche.

L’amministratore di sostegno che segue Angela sta facendo il possibile, stante questa situazione, non più che le istituzioni possono farsi carico di Lello e Angela, la cui storia dopo essere stata rilanciata dalla trasmissione Mediaset Mattino5, è diventata un caso nazionale. Loro hanno più volte rifiutato ogni forma d’aiuto, temono che qualcuno si porti via la casa, arrivando ad alzare la voce fare minacce davanti alle telecamere, ma la situazione non è più sostenibile.

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