L’ospedale di Putignano finisce nuovamente al centro delle polemiche, ancora una volta “per colpa” del laboratorio di citopatologia. Come gli utenti del posto ben sanno, il servizio di raccolta dei campioni da analizzare, praticamente non esiste più, l’ultimo e unico addetto è infatti andato in pensione a luglio e non è stato tempestivamente affiancato e sostituito.

Secondo quanto ci risulta, dopo le polemiche che ne sono seguite, il dirigente medico responsabile, Saverio Tateo, avrebbe dichiarato a mezzo stampa che il centro di raccolta dei campioni era stato riattivato, ma cosi non sembra.

Nei locali in questione, infatti, ci segnalano da più parti che vengano svolti i tamponi orofaringei per diagnosticare l’eventuale positività al coronavirus. Apriti cielo. Il periodo è quello che è, i casi sono in costante aumento e la gente è preoccupatissima, perché utilizzare quei locali e non, come altrove, tenda o container pre triage, evitando così che la gente si possa mescolare e potenzialmente contagiarsi?

Tutto questo, non basasse, si scontra poi con l’opinabile ricorso alle catene con cui sono chiusi alcuni cancelli del presidio ospedaliero. Sembra, infatti, che l’accesso e il deflusso dall’ospedale avvenga attraverso un unico varco; fosse confermata la circostanza, si porrebbero seri dubbi in merito alle norme di sicurezza e alle procedure per evitare i famigerati assembramenti.

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