Qualche giorno fa, il 10 ottobre per l’esattezza, abbiamo racconto uno spiacevole episodio avvenuto all’Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari. Un paziente, che qualche giorno prima era stato alla clinica Mater Dei dove si è poi scoperto un focolaio di coronavirus, è stato ricoverato nel reparto di Oncologia medica prima che fosse noto l’esito del tampone.

Avuto il referto, si è scoperto che sia l’uomo, sia la consorte che aveva stazionato nei locali dell’Oncologico, erano positivi. Subito sono scattati i protocolli di sicurezza e tracciamento dei contatti stretti, oltre alla chiusura del reparto decisa dalla direzione dell’ospedale.

La cosa, come era prevedibile, ha scatenato un mare di polemiche e sollevato importanti interrogativi, finiti dritti dritti sul tavolo della Procura. La Fials, infatti, per il tramite del segretario aziendale, Domenico Losacco, ha scritto formalmente alla Procura di Bari e presentato formale denuncia, al fine di appurare quanto accaduto e se siano state rispettate tutte le procedure previste da quando è scoppiata la pandemia.

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