La lotta contro il coronavirus segna ogni giorno un nuovo punto a favore del covid19. La rete sanitaria regionale, tra ospedali, medicina del territorio e sistema dell’emergenza-urgenza 118, sono tristemente prossimi al collasso: non si tratta di una funesta previsione, ma della situazione attuale.

Al di là dei comunicati di facciata, i posti covid annunciati negli ultimi giorni a ritmo sempre più frenetico dalle istituzioni, non sono ancora pronti, con in pazienti in attesa di essere trasferiti, spesso in numero maggiore rispetto a quei pochi messi insieme in fretta e furia.

Il virus si è insinuato nella rete dei trasporti, riducendo all’osso il personale disponibile come nel caso delle Fal, ha colpito medici, infermieri e ausiliari, perfino dirigenti e tecnici in servizio al Dipartimento di Prevenzione della Asl Bari, e non da ultimo anche il 118.

Le postazioni di Adelfia e Palo sono chiuse, molti tra soccorritori e autisti sono positivi o in quarantena, a Gravina si è generato un focolaio, lo stesso sindaco Valente ha lanciato l’allarme, di fatto il servizio viaggia a scartamento ridotto, se così di può dire, tra mille difficoltà. Una su tutte: la mancanza di posto letto. Non è colpa di medici e infermieri, ma la rete ospedaliera non è stata preparata in tempo per questa seconda ondata.

Il medico del 118 che abbiamo intervistato questa mattina non va troppo per il sottile, ormai quasi ogni intervento termina con un balletto da un ospedale all’altro in cerca di una sistemazione per il paziente da sbarellare, prima di poter tornare in strada e portare soccorso al prossimo malcapitato.

Le misure fin qui adottate per limitare la diffusione del contagio mostrano tutta la loro debolezza, perfino il braccio destro di Lopalco, Danny Sivo, coordinatore del Sirgis Sistema integrato di Gestione della Salute e della Sicurezza oltre che responsabile dell’Unità operativa sicurezza e sorveglianza sanitaria della Asl Bat, la ha scritto a chiare lettere: “Se non si chiude tutto rapidamente ci ritroveremo i morti per strada”.

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