Il continuo aumento di contagi da coronavirus, che si registra ormai da diverse settimane a questa parte in tutta Italia, Puglia compresa, sta avendo non poche ripercussioni a livello sociale. Il recente Dpcm di appena 4 giorni fa è già destinato a essere superato, all’orizzonte già si intravedono nuove, pesanti, misure restrittive quali il coprifuoco per contenere gli assembramenti legati alla movida.

Il timore di poter contrarre, o aver già preso, il covid19, si sta facendo sentire. Ieri, per esempio, si sono verificati due incresciosi episodi all’ospedale Di Venere e nella sede centrale della Asl, all’ex Cto sul lungomare Starita.

Nel primo caso, sembra infatti che alcune persone abbiamo minacciato il personale dei container che stavano negando l’esecuzione del tampone. Pare infatti che non ci fossero i criteri per eseguirlo seduta stante, non accusando né febbre né insufficienza respiratoria.

Trattandosi di contatti stretti di soggetti risultati positivi, avrebbero dovuto prenotare mediante il Dipartimento di Prevenzione e medico di famiglia, procedura che evidentemente non è stata seguita correttamente.

All’ex Cto, invece, sembra che altri galantuomini si siano presentati direttamente muniti di coltelli, forse con l’idea che così sarebbero stati più convincenti. Si tratta in ogni caso di brutti segnali dello stato emotivo generale.

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