“Dal 3 agosto non percepisco lo stipendio. Quando per 2 mesi e mezzo non puoi dare da mangiare ai tuoi figli, a tua moglie, la situazione diventa insostenibile. Siamo sul lastrico, quei soldi mi spettano e ho diritto”.

Alessandro De Pascale, lavora da una ventina d’anni per Centro Riciclo Sud, una delle aziende della famiglia Schino, ed è uno dei tanti dipendenti costretti a fare i conti con l’emergenza coronavirus che ha messo in ginocchio l’Italia intera.

Vi avevamo raccontato già la sua storia ma, dopo un breve ritorno alla normalità, la situazione è nuovamente precipitata.

“Non ricevevo lo stipendio da sei mesi come vi avevo denunciato qualche mese fa, dopo l’avvertenza abbiamo ottenuto un ricorso d’urgenza e 10/15 giorni prima della causa fissata a metà luglio, ho ricevuto tutti gli arretrati – racconta -. Poi sono stato messo in ferie fino a fine mese e mi hanno mandato un’email mettendomi in ‘riposo retribuito’ fino al 25 agosto”.

Da qui l’inizio di una nuova ed estenuante telenovela. “Mi hanno poi inoltrato un’altra comunicazione. Da fine agosto, per altre 9 settimane, sono stato messo in cassa integrazione – spiega Alessandro -. Ma fino ad oggi non ho visto un euro”.

“Ho chiamato l’Inps per ricevere informazioni e mi è stato chiesto il numero di protocollo della pratica. Dopo un’altra battaglia con l’azienda e minacce varie, l’ho ottenuto ma non è finita qui – continua -. L’Inps mi ha detto che, per esaminare la pratica, l’azienda doveva inoltrare il modello SR41 ma per farlo doveva essere autorizzata. Indovinate da chi? Dall’Inps. Insomma, uno scaricabarile da entrambe le parti”.

“Ho chiamato di nuovo l’Inps e mi hanno detto di rivolgermi alla Regione Puglia per ottenere l’autorizzazione – afferma Alessandro -. Ho parlato con Michele Emiliano che è caduto dalle nuvole, ribadendo che è una cosa che riguarda solo l’azienda e l’ente, annunciando la loro estraneità dalla questione. Insomma l’azienda non manda l’SR41, l’Inps aspetta il documento e qua la cassa integrazione non si vede per 2 mesi e mezzo”.

“Qui ci sono i conti da pagare, le rate del mutuo arretrato e c’è sopravvivere – conclude -. Dove deve arrivare un uomo per avere quello che gli spetta?”.

 

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