“Si comunica che non c’è più disponibilità a scuola di device da consegnare ai genitori in comodato d’uso per la didattica a distanza. Pertanto eventuali altre richieste non potranno essere accolte”. Firmato, professoressa Donida Lopomo, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Statale Perone-Levi di Bari.

La corsa dei contagi da coronavirus, lo scriviamo da mesi nonostante le rassicurazioni di Emiliano e Lopalco, costrette a rimangiarsele speriamo non troppo tardi, ha messo sotto pressione il sistema sanitario, talmente sotto stress, che per alleggerire la situazione, la Regione è dovuta correre ai ripari in fretta e furia, dopo i mesi estivi passati senza predisporre adeguatamente la Puglia alla nuova, prevista, seconda ondata.

La chiusura improvvisa delle scuole, comunicata con pochissimo preavviso, ha spostato i problemi sulle famiglie e sugli istituti, trovatisi nella condizione di riorganizzare il tutto da un momento all’altro. Polemiche a parte, per le quali ci sarà ancora abbondante spazio, la situazione è seria e complicata.

Alla Perone-Levi, come abbiamo letto, non ci sono più i dispositivi da fornire in comodato d’uso gratuito alle famiglie che non ne hanno in proprio. Lungi da noi l’idea di puntare il dito contro la scuola, se non ci sono, non si possono fabbricare, né tanto meno si può imputare la colpa di essersi fatti trovare impreparati. A luglio, agosto e settembre, presidi, professori e personale Ata, lavoravano per le lezioni in presenza.

Qualcosa di analogo deve essere successo alla Collodi: “Stamattina – ci scrive una mamma –  è stata firmata una circolare dalla nostra preside nella quale specifica che non ci sono fondi per la Dad. Sono stata personalmente a scuola, ma lei non ha dato alcuna spiegazione in merito. Noi mamme non siamo d’accordo alla chiusura delle scuole, ma se è una decisione nazionale e non regionale, la accettiamo purché venga garantito  il diritto all’istruzione anche ai nostri figli, anche alle famiglie che non possono permettersi di acquistare pc, tablet o connessioni internet”.

“Ho due figlie che frequentano lo stesso istituto – prosegue – una fa la prima media alla Carlo Levi e una la prima elementare alla Collodi. È inaccettabile che vengano private anche dell’istruzione perché la scuola non ha fondi, dopo che paghiamo le iscrizioni e sono stati stanziati fondi dalla Regione appositamente. A marzo alcuni hanno usufruito dei tablet in comodato d’uso, tra cui anche mia figlia più grande, oggi mi è stato detto che se vogliamo usarli, la connessione dobbiamo pagarla a spese nostre. Come me si trovano nella stessa situazione altre mamme”.

“Domani in prima media inizieranno le lezioni online ed alcuni non potranno partecipare. Alcune professori hanno riferito che chi non si collegherà avrà l’assenza e un 4 sul registro. Oltre la beffa – conclude la mamma – anche il danno”. Siamo certi che la dirigenza della Collodi e i genitori interessati sapranno trovare un punto d’incontro, come abbiamo scritto più volte, la scuola ha bisogno di collaborazione, ma deve anche saperla dare.

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