Proseguono le indagini sulla morte di I.R, la 40enne barese tragicamente scomparsa ieri mattina nella sua abitazione in via Davanzati.

“Una donna umile e gentile che frequentava però gente strana”. L’hanno descritta così i vicini, un identikit che ha insospettito le autorità.

La vittima era tossicodipendente, il suo dissanguamento sarebbe stato causato da un’iniezione di droga che potrebbe aver centrato l’arteria femorale. La causa del decesso non è ancora certa, si è in attesa dell’esito dell’autopsia, al momento rimandata perché bisogna conoscere prima il risultato del tampone a cui è stata sottoposta la donna. Infatti il compagno ha riferito che la 40enne martedì aveva la febbre alta.

Proprio sull’uomo, che non è il padre della bambina scoppiata ieri mattina a piangere davanti ai Carabinieri, si concentrano le indagini. Il compagno della vittima è stato ascoltato ieri ma ha fornito dichiarazioni molto confuse.

È stato lui a chiamare il 118 ma c’è da capire se i soccorsi sono stati chiamati tempestivamente, se l’uomo fosse presente nell’abitazione nel momento in cui la donna si è ferita, se ha assistito al dissanguamento o se i due stessero assumendo droga insieme. Nell’abitazione non è stata trovata droga ma solo alcune siringhe, sequestrate insieme alle lenzuola sporche di sangue.

Fondamentale potrebbe essere anche la ricostruzione della figlia della vittima. Nei prossimi giorni sarà ascoltata con il supporto di uno psicologo e potrebbe rivelare se quell’uomo con cui la madre aveva una relazione era in casa quando la donna ha cominciato a perdere sangue.

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