“So che ha già chiamato, io non ho niente da commentare, è una situazione in divenire, dico solo che sul sito ci sono tutti i documenti e li può andare a vedere. Io sto lavorando, non è che devo stare al servizio suo, con tutto il rispetto per il suo lavoro”. Quella che avete appena letto è la risposta/non risposta del professor Stefano Marrone, dirigente scolastico dell’Istituto Professionale Statale Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale “S. De Lilla” di Bari e del Santarella di Bari-Bitetto.

La conversazione, veloce e dai toni niente affatto collaborativi, si è svolta dopo una caccia al tesoro telefonica iniziata ieri, e proseguita questa mattina, tra le segreterie del De Lilla prima e del Santarella poi, nelle sedi di Bari e successivamente Bitetto. Riuscire a parlarci, insomma, non è stato affatto semplice.

Motivo di tanta insistenza è la segnalazione arrivata in redazione a proposito di una persona che frequenta le lezioni al De Lilla, che sarebbe stata prima positiva al coronavirus e poi negativizzatasi, con tutti i familiari però positivi e in isolamento, secondo quanto ci hanno riferito i genitori di altri iscritti alla stessa scuola, preoccupati dalla situazione molto particolare.

Lungi da noi l’idea di puntare il dito contro chissà chi o cosa, al preside Marrone avremmo voluto chiedere non certo le condizioni della persona interessata, ma gli accorgimenti adottati dalla scuola, trattandosi di una situazione secondo noi ai limiti dell’ordinario. Purtroppo, il preside Marrone ha preferito trincerarsi dietro al silenzio, rifiutandosi di fare chiarezza e sgomberare il campo dalle legittime perplessità e preoccupazioni dei tanti genitori in apprensione, a cui qualche risposta, non a noi, va data.

Secondo quanto siamo riusciti ad apprendere, qualcosa di vero in merito al caso segnalato dai genitori degli altri iscritti al De Lilla c’è; diversamente da quanto risulta, però, sembra che la persona in questione viva al momento in casa di parenti e non con la famiglia, circostanza che dovrebbe indurre tutti gli altri a stare più tranquilli.

In dubbio non c’è l’operato né del dirigente scolastico né degli altri membri tra docenti e personale scolastico, per altro rivelatosi molto più disponibili del preside. Da una lunga telefonata con una collaboratrice del professor Marrone, infatti siamo venuti a sapere che al De Lilla, secondo quanto ci è stato detto, il personale provvede a misurare la temperatura degli studenti prima di farli entrare, pratica come sappiamo demandata dal Governo ai genitori.

In più, al contrario di quanto succede in altri istituti scolastici di tutta Italia, al De Lilla non sono ammesse mascherine di stoffa o fai da te, ma solo quelle chirurgiche, ffp2, ffp3 e via. La scuola, insomma, avrebbe scelto misure cautelative molto rigide. Dunque, perché trincerarsi dietro al silenzio, rifiutandosi di fare chiarezza sulla vicenda?

A proposito dei documenti pubblicati a cui il dirigente scolastico ha fatto riferimento, sul sito del Santarella abbiamo trovato la circolare n.51 del 2 ottobre.

Oggetto: comunicazione urgente del Dirigente Scolastico
La presente è per comunicare che nessuno è autorizzato, per nessun motivo a richiedere
informazioni circa lo stato di salute degli operatori scolastici, alunni e relativi familiari. I casi di abuso verranno segnalati alla Procura della Repubblica.

“La scuola ha bisogno di collaborazione”  ci ha detto qualche giorno fa la dirigente scolastica di un istituto della provincia, anche lei in prima linea come tutti quelli che lavorano nella scuola durante questa pandemia. La collaborazione, caro preside Marrone, va anche data, non solo richiesta.

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