L’arrivo della seconda ondata di covid19 in Puglia, ha messo in evidenza il problema dei contatti stretti e della gestione dell’isolamento fiduciario domiciliare dei positivi, soprattutto in ambito familiare. La cosa è apparsa subito evidente nelle dichiarazioni dei direttori generali delle Asl pugliesi.

Circa un mese fa, nel quartiere San Paolo, a Bari, una donna risultata positiva al coronavirus è deceduta. L’anziana viveva in una casa in viale delle Regioni; a contagiarla sarebbe stata una nipote al rientro dalle vacanze.

Dall’indagine epidemiologica avviata dalle autorità sanitarie, sono risultati positivi anche il fratello della ragazza, la sorella, la madre e il padre, la badante della nonna e tutti i figli della deceduta. In totale parliamo di una dozzina di persone, alcune delle quali ricoverate, un paio di loro anche in terapia intensiva. Gli inquilini dello stabile, venuti a sapere della cosa circa una settimana dopo il decesso, hanno fatto sanificare l’intero palazzo attraverso l’amministratore.

Nel palazzo vive anche una coppia di anziani con diverse patologie; quando hanno chiamato il medico curante si sono sentiti dire che se avessero voluto fare il tampone, non trattandosi di contatti stretti, sarebbero dovuti andare a farlo da un privato a pagamento.