“Siamo in isolamento senza sapere se siamo positivi o no”. La quarantena è scoppiata dopo che una dei 9 coinquilini, 5 adulti e 4 bambini, è risultata positiva al coronavirus quando si è recata all’ospedale per abortire.

La loro storia ve l’abbiamo raccontata qualche giorno fa e siamo andati a vedere se le cose fossero cambiate perla famiglia del Bangladesh costretta all’isolamento dopo che una di loro è risultata positiva. Tutti quanti stanno bene e non presentano sintomi, ma l’idea di poter diffondere il virus, nel caso fossero asintomatici, li spaventa.

Tutti insieme vivono in una casa nel rione San Pasquale e da quando hanno ricevuto la notizia della positività della donna, in data 2 settembre, sono in isolamento, nell’attesa che arrivi la comunicazione dell’Asl per effettuare i tamponi.

“Da quel giorno – spiega Kabir – non abbiamo ricevuto alcuna notizia. Abbiamo chiamato, l’Asl, il 118, il medico curante, ma nessuno ci ha dato una risposta. Siamo 9 in casa e a provvedere alla spesa ci pensano dei nostri amici, ma non possiamo sempre contare sugli altri. Prima o poi saremo costretti ad uscire. Qui si sono dimenticati di noi”.

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