“Non abbiamo notizie di nostro padre da tre giorni. Lo abbiamo portato al Policlinico di Bari, arrivati in ospedale è stato messo nella sala rossa del Pronto Soccorso. Da allora nessuno ci ha detto più niente, non sappiamo dov’è, in quale reparto è ricoverato”.

Già durante l’emergenza coronavirus, in redazione sono arrivate diverse segnalazioni da parte di parenti che non riuscivano ad avere informazioni sui propri cari ricoverati. Problemi che si sono protratti fino ad oggi, nonostante il picco pandemico sia stato abbondantemente superato.

Il papà di Angela ha 78 anni, qualche giorno fa ha avuto un collasso a casa e i figli hanno deciso di recarsi nella struttura ospedaliera per alcuni accertamenti.

“Solo oggi, a malapena, un’infermiera ci ha risposto al telefono dopo 150 tentativi e ci ha comunicato che questa notte mio padre ha avuto la febbre a 41 e che non sanno ancora in che reparto metterlo – continua -.  Ci è stato detto che non c’è personale medico per rispondere e fornire spiegazioni. Mi chiedo se è possibile che noi parenti non possiamo sapere le condizioni di salute di un nostro caro? O ci chiameranno solo per dirci che è andato via?”

Il caso di Angela e del suo papà non sarebbe però l’unico. “Come noi c’erano altre persone che attendevano fuori e si lamentavano della nostra stessa situazione – conclude Angela -. Nessuno esce, nessuno risponde. Credo che in tre giorni abbiano svolto gli esami e possano dirci qualcosa di più. È inconcepibile non sapere le condizioni di nostro padre. Vogliamo sapere cosa sta succedendo dentro”.

“L’infermiere, a cui è affidato la gestione del centralino, è impegnato anche nell’assistenza sanitaria vista la mancanza di personale medico per le ferie – fa sapere il Policlinico di Bari -. Il problema sussiste, stiamo provvedendo a risolverlo”.

Dopo le nostre sollecitazioni, la famiglia è stata contattata. Il papà di Angela è stato ricoverato nel reparto di Medicina dopo 72 ore, tra esami e un silenzio che però fa tanto rumore.

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