“Sono nauseata non tanto per quello che mi è capitato, ma per l’omertà della gente che ha visto e non ha fatto niente”. Raffaella è una fotografa barese che ieri mattina è stata aggredita dal conducente di un bus Flixbus nella stazione Tiburtina a Roma.

Il motivo dell’aggressione, stando a quanto ci ha raccontato Raffaella, è legato alla sua richiesta di sedersi al posto con il tavolino per poter lavorare. Ma andiamo con ordine.

Raffaella decide di recarsi alla stazione dei bus un’ora prima della partenza, prevista per le 11.30.”Ho deciso di arrivare per prima proprio perché non essendoci biglietti con posti assegnati, avrei preferito prendere il posto con il tavolino per poter lavorare”.

Arrivato il momento di salire è incominciato l’incubo. “Il conducente, un uomo di statura alta e inquietante nell’aspetto, dopo aver preso il biglietto mi ha intimato di salire al piano di sopra. Alla mia domanda se ci fossero tavolini, lui si è girato e ha iniziato ad aggredirmi verbalmente con diverse parolacce”.

Dalle parole, poi, è passato ai fatti. “Mi ha preso per le braccia e ha iniziato a strattonarmi, dopo la mie insistenze ha deciso che non avrei potuto viaggiare su quello che diceva fosse il suo pullman. Così – continua Raffaella – mi ha preso è buttato giù dal bus. Vista l’aggressione gli urlato che lo avrei denunciato ai Carabinieri. A queste parole si è sporto in avanti e mi ha tirato uno schiaffo, talmente forte, da far volare il foulard che avevo in testa”.

“Ciò che mi ha fatto male è stato il fatto che gli altri passeggeri, anche donne, hanno ignorato quello che mi stava succedendo, quasi come se la colpevole fossi io. All’arrivo dei Carabinieri – aggiunge – quasi tutti hanno detto di non aver visto nulla, solo un ragazzo ha rilasciato la sua testimonianza”.

“Dopo 12 ore di attesa al pronto soccorso dell’ospedale Sandro Pertini di Roma ho finalmente avuto la diagnosi: trauma distrattivo del radiche cervicale ed escoriazioni al braccio sinistro. Adesso con il referto dell’ospedale vado dai Carabinieri a denunciare quanto mi è accaduto”.

Raffaella è ancora scossa per quello che l’è capitato. “Voglio giustizia. Non è possibile che nel 2020 le donne non possano viaggiare da sole in tranquillità”.

La società, venuta a conoscenza di quanto accaduto su uno dei suoi bus, ha sottolineato che: “La sicurezza dei passeggeri, e in particolare delle donne, che, grazie ai nostri alti standard di sicurezza a bordo, costituiscono il 55% della nostra utenza, rappresenta per FlixBus la massima priorità”.

“Episodi come quello riportato – conclude la società – non sono tollerati e vengono pertanto severamente puniti. Abbiamo avviato immediatamente le dovute verifiche interne, e qualora l’episodio dovesse essere confermato prenderemo seri provvedimenti”.

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