La storia di Nicola, Raffaele e Stanislao, che hanno scelto di dire no al pizzo, rinunciando dopo 30 anni di attività alla propria pizzeria a cavallo tra Modugno e San Paolo, ha commosso tutti.

Dopo il nostro articolo sono uscite differenti versioni sull’accaduto. “In giro si sono lette notizie prive di fondamento, circa il fatto che i denuncianti siano stati aggrediti ed a seguito di ciò costretti ad allontanarsi dal territorio – si legge in un comunicato diramato dall’ufficio stampa dei Carabinieri -. La disinformazione va combattuta perché la criminalità organizzata spesso trae giovamento da questo per diffondere sentimenti di timore ed accrescere la propria forza intimidatoria”.

“Gli imprenditori infatti, non solo non hanno mai patito alcuna aggressione, ma hanno lasciato il territorio per libera scelta ed i soggetti che si sono resi responsabili delle condotte estorsive (M.G. cl. 83, C.F. cl 89, A.M 99) sono già stati condannati con rito abbreviato a pene che vanno dai 6 agli 8 anni di reclusione – conclude l’ufficio stampa dell’Arma -. È necessario quindi offrire una lettura dei fatti che sia aderente alla verità per consentire ai cittadini di adottare le loro scelte avendo una piena conoscenza di quanto accade, di quale sia l’azione d’incisività dello Stato nel territorio e di quanto siano rapidi i risultati in caso di denuncia”.

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