“Papino voglio le coccole”, poi le sue condizioni si aggravano e finisce in coma farmacologico nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Perrino di Brindisi. Protagonista della vicenda è Francesco Pio Cammarano, un ragazzo disabile diventato maggiorenne da pochi giorni. L’11 settembre scorso, il suo papà Leopoldo ai nostri microfoni aveva denunciato la sua preoccupazione. “Ho denunciato sua madre – ci aveva detto – con lei mio figlio non è al sicuro“. Leopoldo è un papà distrutto.

Dal 2013, da quando il Tribunale ha affidato il figlio alla sua ex moglie, il papà non si è arresto, denunciando episodi dubbi di presunte disattenzioni e comportamenti che avrebbero potuto mettere a repentaglio la vita del figlio adorato. “Nel periodo del lockdown – racconta l’uomo, che risiede a Bitritto con l’altro figlio di 20 anni – non ho ovviamente potuto mai vedere Francesco Pio di persona. Ci sentivamo al telefono, ma il suo respiro era affannoso. La conversazione interrotta da numerosi colpi di tosse”.

Leopoldo prova a convince le sua ex e il medico di famiglia sull’opportunità di sottoporre il ragazzo a visite specialistiche. La sua è sempre stata considerata una preoccupazione eccessiva, nonostante alcuni episodi avvenuti in passato. “Mi hanno sempre detto che sarebbe potuta essere un’allergia – spiega Leopoldo – il 25 febbraio scorso il medico di famiglia aveva formalizzato la mancanza di patologie o segni particolari che potessero giustificare ulteriori approfondimenti medici”.

Ieri l’uomo prova a chiamare la ex moglie perché voleva sentire Francesco Pio. “Come successo tutte le volte che mio figlio non è stato bene o è stato ricoverato – continua – non mi ha risposto al telefono fino alle 20.40 della sera, quando mi ha detto che non erano in casa, ma in ospedale perché Francesco Pio non era stato bene”. Il papà si mette subito in macchina e si precipita al Perrino di Brindisi.

“Ho fatto appena in tempo a vederlo – dice affranto – mi ha detto che voleva essere coccolato. Stava in condizioni pessime, era intubato, avremmo potuto evitarlo”. Al ragazzo viene riscontrata una diffusa infezione polmonare in forma acuta. In mattinata, mentre il suo papà è in Questura per denunciare l’ex moglie e il medico di famiglia, le condizioni di Francesco Pio si aggravano e il ragazzo viene intubato e portato in Rianimazione.

Adesso è in coma farmacologico e lotta tra la vita e la morte. “Sarebbe bastata maggiore attenzione ai segnali che sono arrivati in questi anni per evitare di ridurre mio figlio in queste condizioni – conclude il papà – spero non sia troppo tardi per lui, ma se dovesse farcela non smetterò di lottare per per assicurargli un futuro migliore e le cure necessarie”. Così come in tutte le altre occasioni, restiamo a disposizione di chiunque voglia smentire o precisare quanto scritto in merito alla delicata vicenda.

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