Architetti, ingegneri e geometri hanno un diavolo per capello. Il settore delle costruzioni a Palo del Colle è fermo. Le poche decine di migliaia di euro di oneri di urbanizzazione incassate dal Comune sono quelle che alcuni cittadini e aziende hanno pagato senza tuttavia avere autorizzazioni a costruire, perché per esempio manca il cambio di destinazione d’uso di un terreno o un immobile.

Una situazione paradossale, che ha portato a manifestazioni e lettere di protesta. A sentire l’ex consigliere comunale di Forza Italia, l’ingegner Antonio Amendolara, lo stallo sarebbe da addebitarsi alla scarsa presenza dell’ingegnere comunale, responsabile dell’Urbanistica.  Il professionista, infatti, aveva un contratto che lo legava al Comune di Palo del Colle – lo ricordiamo commissariato – di un solo giorno a settimana, il martedì, salvo ulteriori impedimenti come la possibilità di usufruire dei permessi previsti dalla legge 104.

Il passato è d’obbligo perché l’ingegnere si è dimesso, avendo partecipato e vinto il concorso da dirigente presso il Comune di Polignano a Mare. Un concorso su cui pende il giudizio del Tar. In tanti si sarebbero aspettati un confronto e non quella che, seppure a torto, è sembrato un frettoloso addio. Il Commissario prefettizio, consapevole dell’enorme disagio, che ha causato non pochi problemi anche a decine di cittadini, non solo ai professionisti, assicura che entro questa settimana si provvederà a conferire un nuovo incarico, questa volta a tempo pieno. In tanti, sapendo della scadenza a fine giugno, si sarebbero aspettati un intervento più tempestivo.

La bagarre è diventata presto politica, anche alla vigilia della tornata elettorale dopo il fallimento del centrosinistra. Lo stesso Amendolara ha sollevato la questione del premio di produttività destinato all’ingegnere dimissionario, pagato in busta paga solo per le ore effettivamente dedicate all’incarico ricoperto al Comune di Palo. In sostanza, il contratto iniziale prevedeva un premio di 5mila euro, rivisto nel tempo e portato di recente a 10mila euro.

Solo un adeguamento ribadisce il Commissario, che per altro continua a essere più basso rispetto a quello di alcune altre posizioni organizzative. Assurdità in questo tempo di crisi, soprattutto calcolando che il settore è rimasto praticamente fermo, tuona invece l’ex consigliere. E mentre si battaglia per un paradosso architetti, ingegneri, geometri e cittadini interessati alla questione, aspettano di sapere cosa ne sarà del proprio lavoro, di quello dei dipendenti e degli investimenti prodotti con la convinzione di poterli fare fruttare.

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