“Più che una buca era un fosso quello scavato sotto quell’altalena e c’era da aspettarsi che prima o dopo qualche bambino si sarebbe fatto male. Com’è puntualmente successo. Ma il Comune di Monopoli continua a negare qualsiasi responsabilità sull’infortunio annunciato capitato il 22 luglio del 2018 a un piccolo del posto che allora aveva appena tre anni ne avrebbe compiuti quattro di lì a pochi giorni”. A riportare la vicenda a galla è Studio 3A, che presta servizi di consulenza in materia di risarcimento danni e indennizzi.

“Tutto è accaduto tutto in pochi istanti – spiegano da Studio 3A -. Erano le otto e mezza di sera di una bella giornata d’estate quando il bimbo, che si era recato con la mamma al parco giochi comunale di via Procaccia, scendendo dall’altalena ha messo il piedino nella (troppo) profonda buca che si trovava sotto il gioco, ha perso l’equilibrio ed è caduto all’indietro e sbattendo pesantemente il capo sul brecciolino: non vi era infatti nessun tappeto in gomma o in erba sintetica che potesse livellare il terreno o parare il colpo, come invece in altre parti del parco. La porzione dove si trovava il bambino, infatti, doveva ancora essere ultimata, ma nessun cartello di avviso o di pericolo era stato installato in tal senso”.

“La mamma – prosegue il racconto – ha immediatamente condotto il figlioletto, che per fortuna non ha perso conoscenza, ma che piangeva per i dolori e per lo shock e che perdeva molto sangue dalla testa, al pronto soccorso dell’ospedale cittadino, e di qui in Pediatria, dove gli hanno riscontrato un trauma cranico non commotivo e un’estesa ferita lacero contusa nella regione occipitale che ha avuto bisogno dell’apposizione di svariati punti di sutura: il piccolo porterà per tutta la vita il ricordo di quella brutta esperienza perché ancora oggi gli è rimasta una profonda cicatrice”.

La madre del bimbo, attraverso l’Area manager e responsabile della sede di Bari, Sabino De Benedictis, si è quindi affidata a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini.

Studio3A ha quindi chiesto i danni all’Amministrazione comunale di Monopoli, allegando anche foto del luogo, tutta la documentazione medica e le dichiarazioni di alcuni testimoni che avevano visto e confermavano la dinamica dell’episodio: “L’Ufficio Lavori Pubblici e manutenzione ha respinto la richiesta risarcitoria – spiegano da Studio 3A -, asserendo che non sussisterebbero gli elementi per addebitare al Comune qualsivoglia causa del sinistro in oggetto: posizione da cui in quasi due anni la Città di Monopoli non si è mai schiodata, non fornendo neppure le coperture assicurative per poter trattare direttamente con la sua compagnia dei assicurazione per la responsabilità civile verso terzi. Per la mamma e il suo figlioletto un altro schiaffo dal loro Comune, che li costringerà anche ad adire le vie legali”.

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