Il Tribunale di Bari ha decretato il fallimento delle società EdiSud e Mediterranea, rispettivamente editrice e proprietaria de La Gazzetta del Mezzogiorno, dando il via libera così all’esercizio provvisorio.

La decisione arriva a dieci giorni dalle udienze dove, su richiesta del procuratore aggiunto Roberto Rossi, si era discussa la richiesta di fallimento dopo la restituzione delle quote societarie a Mario Ciancio Sanfilippo dal Tribunale di Catania e la successiva intenzione da parte dell’editore di mettere in liquidazione la società.

Gli attuali amministratori delle due società non si erano opposti, visti i 46 milioni di debiti che rendevano di fatto impossibile la gestione della testata giornalistica.

L’esercizio provvisorio serve proprio a scongiurare la chiusura della Gazzetta, che la Procura ha definito “patrimonio culturale indispensabile per il Sud Italia” e a tutelare i suoi dipendenti.

“Si chiude la stagione delle gestioni allegre e scriteriate, si pongano ora le basi per il rilancio della testata, a partire dalla redazione, e per la tutela dell’occupazione” – afferma il presidente dell’Assostampa pugliese, Bepi Martellotta -. Ora il Governo assuma con celerità ed efficacia ogni decisione utile a tutelare i posti di lavoro della Gazzetta del Mezzogiorno”.

I giornalisti della Gazzetta si dicono pronti a subentrare nella gestione della testata “con la nascente cooperativa, per garantire ai lettori, agli imprenditori, ai territori di Puglia e Basilicata quel prezioso servizio di informazione che è l’unico aspetto da salvaguardare, insieme ai posti e alla passione dei lavoratori”.

Il cdr della Gazzetta ha reso noto che “l’intera amministrazione giudiziaria dei beni confiscati a Ciancio Sanfilippo è costata 812mila euro”.

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