Continuano le “Cronache dall’Umbertino”, ovvero i post di denuncia pubblicati dal Comitato Salvaguardia zona Umbertina che puntualmente riportano scene di ordinario far west. Sì, perché come fanno notare dal comitato, sebbene ieri fosse ancora martedì, la modiva notturna non è mancata, e su questo non c’è niente di male, tranne per il fatto che tutto si svolge senza rispetto delle regole, imposte dalla pandemia, e senza il rispetto del buon convivere civile. Di seguito, il post del Comitato.

Cronaca di ordinario “far west” dall’Umbertino.
Segnalazione di ieri notte (9 giugno) ore 23,45.
E siamo appena a martedì notte.
Le leggi dello stato (D.L. 33/2020, art.1 comma 8 e non solo), abbiamo scoperto, non si applicano (o non si vogliono far rispettare) nell’Umbertino, di fatto zona franca (leggasi far west) ove illegalità, abusi, prepotenze e altro prosperano sovrane.

Possibile che a Palazzo di Città non si rendano conto di quello che avviene in zona, peraltro in emergenza epidemiologica pandemica, con il rischio concreto di un nuovo lockdown e conseguenze devastanti per tutta la cittadinanza?

Possibile che il rispetto delle regole (distanziamento interpersonale, divieto di assembramenti, uso di dispositivi di protezione e precauzioni) debba valere solo per alcuni (molti a cui va il nostro ringraziamento) mentre altri possono, in maniera irresponsabile, fare quello che vogliono?

È doveroso evidenziare che in loco molti esercenti di locali, commercianti, studi professionali, residenti e non, si sforzano, nell’interesse di tutti, a rispettare norme e protocolli. Questi sforzi potrebbero essere vanificati dai comportamenti irresponsabili che ormai da tempo denunciamo. Purtroppo non si tratta di episodi isolati, ma di un fenomeno oramai cronico.

Se le autorità amministrative locali non sono in grado di controllare questi comportamenti, in palese violazione alle norme di legge, intervenga la Magistratura e acclari le responsabilità. Qui è a rischio la salute dei concittadini.

Al Sindaco Antonio Decaro, ottimo comunicatore, che è solito trasmettere live dai più disparati luoghi della nostra città, chiediamo: perché non si affaccia anche nell’Umbertino per verificare e trasmettere quanto qui avviene notte tempo?

Ci si rende conto a Palazzo di Città che l’assordante silenzio, senza neppure un gesto di solidarietà nei confronti di chi a rischio della propria personale incolumità denuncia queste illegalità, è potenzialmente pericoloso?

Ci siamo già dimenticati l’aggressione e le minacce subite dalla troupe di Rai1 “la vita in diretta” che svolgeva il proprio lavoro, in due diverse occasioni entrambe nell’Umbertino (Molo San Nicola e via Abbrescia)?

Questa non è la “Bari per Bene”, ma la “Bari Far West”. Vergognosa degenerazione che non può non avere responsabili.

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