In totale sono 8 i pregiudicati pugliesi che sono stati scarcerati e mandati a scontare il resto della pane ai domiciliari nel rispetto del Decreto Cura Italia al fine di ridurre i rischi di una probabile epidemia all’interno delle prigioni.

Stando alla lista che il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha trasmesso alla Commissione Antimafia, ci sono anche dei baresi: un presunto trafficante di droga di Conversano, Nicola La Selva, detto “la Pecora”; il barese Nicola Capriati da tempo residente in Veneto, del quale si è occupata la Dda di Venezia; i presunti estorsori Vincenzo Sassanelli e Antonio Lovreglio, e Ruggiero Brancacci coinvolto nell’inchiesta “gaming machines” condotta dalle Fiamme Gialle. Tutti questi risultano affiliati ad associazioni criminali del capoluogo e dell’area metropolitana barese.

Preoccupate le città in cui i pregiudicati dovranno scontare la pena. Le scarcerazioni potrebbero essere un duro colpo per la lotta alla criminalità per via di una possibile riorganizzazione dei clan.

Tra gli scarcerati anche due esponenti della criminalità organizzata della Bat: il presunto boss di Trani Gaetano Rano, ritenuto in passato vicino all’allora capo clan Salvatore Annacondia prima che questi si pentisse, e l’andriese Valerio Capogna.

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