Un rsu della Fim Cisl è stato aggredito da un collega dello stesso sindacato. L’uomo è stato soccorso nell’infermeria dell’azienda prima di essere accompagnato al pronto soccorso. L’episodio, avvenuto all’interno dell’azienda, risale al pomeriggio di giovedì 21 marzo. La discussione, prima verbale poi fisica, sarebbe nata a causa delle angherie che alcuni dipendenti (sempre iscritti alla Fim Cisl), avrebbero riservato a un loro collega, pure lui con in tasca la tessera della Cisl.

Secondo alcune indiscrezioni, il sindacalista rimasto vittima dell’aggressione, ancora in malattia, avrebbe subito minacce anche in presenza di alcuni dirigenti della Bosch di Bari, messi subito a conoscenza dei fatti. Per il momento non sarebbero stati presi provvedimenti all’indirizzo dei protagonisti della vicenda.

Si parla di minacce molto pesanti, ma sui contenuti non trapelano altre informazioni. Il sindacalista aggredito e redarguito insieme al collega dal direttore dello stabilimento Bosch, avrebbe avuto un malore un paio d’ore dopo essere stato affrontato dal collega. Da un lato migliaia di operai non hanno ancora percepito la cassa integrazione e sono ormai sull’orlo della disperazione; dall’altro chi un lavoro ce l’ha litiga senza ritegno. La considerazione ha indignato molti dei dipendenti Bosch, dove da molti mesi la tensione è quotidiana.

All’interno della Fim Cisl sarebbe in atto una guerra interna. Quattro o 5 rappresentanti sindacali avrebbero iniziato una trattativa per passare, insieme al maggior numero di iscritti, nella Uilm dell’inossidabile Franco Busto e del segretario provinciale Uilm Riccardo Falcetta. Il fronte è spaccato a metà. Da un lato i fedelissimi all’ex lavoratore Bosch, ora segretario provinciale Fim Cisl Bari, Donato Pascazio; dall’altro quelli che non ne riconoscono più la leadership e ne contestano apertamente alcune decisioni.

I nervi sono saltati. In palio ci sono centinaia di tessere a circa 17 euro al mese. Una guerra non certo di ideali, ma piuttosto di prestigio ed economica che, stando a quanto siamo riusciti ad apprendere dall’interno della zona industriale Barese, riguarderebbe anche altre grosse aziende e sigle sindacali.

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