Non è la prima volta che denunciamo la morte di un felino. Dopo i casi di Putignano e quello di Valenzano, questa volta siamo a Bari nel giardino di un condominio. La volontaria che si occupa della colonia di gatti, ha trovato il felino senza vita con il sangue che fuoriusciva dal naso e dalla bocca. Tutto ciò è stato denunciato sulla pagina facebook dell’associazione Felini di Puglia.

Ma ciò che più lascia interdetti è quello che è accaduto dopo la scoperta del gatto morto. “La volontaria ha contattato la Polizia Locale – scrive l’associazione – per avviare la procedura di morte per presunto avvelenamento, ma l’agente l’ha liquidata dicendo che il gatto si trova all’interno di una proprietà privata e che quindi si doveva rivolgere all’Asl”.

In realtà, come sottolinea l’associazione, la colonia di gatti all’interno di un giardino condominiale è sotto la tutela comunale come è scritto nel Regolamento della Tutela Animali barese (Art. 2 c. 2).

“La signora ha anche detto che il gatto aveva l’apicectomia, lo spunto all’orecchio che dimostra che il gatto è libero e quindi sotto la tutela del Sindaco. Dopo essere stata ignorata dalla Polizia Locale – continuano sul post di facebook -, la gattara ha chiamato l’Asl. Gli addetti le hanno risposto che avrebbero provveduto alla rimozione della carcassa previa comunicazione comunale. L’Asl infatti si occupa degli accertamenti di sospetto avvelenamento ma solo previa comunicazione del Comune. Così la signora ha nuovamente chiamato la Polizia Locale chiedendo di mandare una mail all’Asl, ma è stata liquidata un’altra volta”.

“Ci chiediamo: a cosa serve un Regolamento Tutela Animali se chi dovrebbe attuarlo non lo conosce? Art. 40 c.1 “Le colonie feline sono tutelate dal Comune di Bari che nel caso di episodi di maltrattamento, si riserva la facoltà di procedere a querela, L. 189/2004 e del relativo D.M. 23.03.2007″. Eppure l’amica gattara – sottolinea l’associazione – ha detto al Comando della Polizia Locale di Bari che quello non era il primo gatto morto, ma che nell’arco di pochissimo tempo ne erano morti altri e quindi questo gatto sarebbe servito a capirne il motivo”.

“Come è andata a finire? Il gatto non e’ stato prelevato dall’ASL perché i vigili non hanno mai inviato comunicazione all’ASL. Il gatto – conclude – è stato dignitosamente seppellito e così tutte le prove per un presunto maltrattamento. Ci auguriamo che la signora non ne trovi altri morti”.

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