Mattinata movimenta alla clinica privata Mater Dei di Bari, un paziente ricoverato in Chirurgia Generale è stato trasportato al Policlinico. Il degente, asintomatico, è stato sottoposto al test per il coronavirus. A distanza di qualche ora l’esito del tampone è risultato positivo.

Avviate tutte le procedure del caso, come successo in altre occasioni, per esempio per la vicenda della partoriente che ha omesso di dire che proveniva da una zona rossa, i tamponi del personale interessato sono risultati negativi.

Il caso del paziente, fanno sapere dalla clinica, è emerso perché, come da disposizione della direzione sanitaria, è stato sottoposto a controlli prima di essere avviato al percorso di riabilitazione, in seguito ad intervento chirurgico. Il reparto è stato sanificato.

Da un paio giorni, intanto, sul personale della clinica sono iniziati i test rapidi, quelli come ormai noto in gradi di verificare la risposta anticorpale dell’organismo al virus, finiti al centro di numerose polemiche, anche a livello nazionale, e su cui proprio qualche giorno fa uno studio del Policlinico ha sancito la non efficacia a scopo diagnostico.

Nel frattempo, a partire da oggi, niente più visite da parte dei parenti ai degenti: “Con decorrenza immediata, e fino a diversa comunicazione di questa direzione, sono sospese tutte le visite per i ricoverati, ancorché le stesse siano finora state già strettamente contingentate, e l’assistenza ai degenti da parte di badanti”. Firmato, Giuseppe Cugno, direttore sanitario della Clinica Mater Dei.

La comunicazione arriva come una doccia fredda, anche se dobbiamo ricordare che già dai primi di marzo, all’inizio dell’emergenza, l’ospedale si è attrezzato con la zona pre-triage separata, consentendo l’accesso a solo uno, due parenti per alla volta. La misura si è resa necessaria a scopo cautelativo come precauzione ulteriore, atta a evitare che i ricoverati possano entrare in contatto con una persona asintomatica.

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